La ricostruzione degli audit interni dell’ospedale Monaldi sul caso del bambino trapiantato col cuore “bruciato”. I dettagli.
Sono emersi dettagli veramente pesanti in merito alla triste vicenda di Domenico, il bambino trapiantato col cuore “bruciato”. Un organo che al momento di procedere con l’intervento si sarebbe presentato come “un blocco di ghiaccio“. Almeno questo è filtrato dalla ricostruzione degli audit interni dell’ospedale Mondaldi di Napoli.

La ricostruzione sul caso del bambino col cuore “bruciato”
Ci sarebbero ancora tante cose da chiarire in merito a quanto accaduto al bambino trapiantato col cuore “bruciato”. Dai primi dubbi sul trasporto dell’organo, fino alla sua conservazione. Dall’indagine interna dell’ospedale Monaldi sarebbero emersi diversi aspetti inquietanti.
Il cuore era congelato, ma “nonostante il forte sospetto di un grave danno da congelamento dell’organo, in assenza di alternative”, visto che il cuore malato del piccolo era stato già espiantato, “si decideva di procedere ugualmente e con la massima rapidità all’impianto”.
Il dettaglio emerso sull’organo e l’intervento
Ma dalla ricostruzione degli audit interni all’ospedale, ripresi da Repubblica e citati anche da altri organi di stampa, è un altro dettaglio a sorprendere, in negativo. “All’apertura del contenitore termico risultava impossibile estrarre il secchiello contenente il cuore, completamente inglobato in un blocco di ghiaccio“, hanno scritto i responsabili dell’indagine, certificando l’errore che ha danneggiato irrimediabilmente l’organo che avrebbe potuto salvare Domenico, il bambino di 2 anni e pochi mesi.
Il cuore in questione non sarebbe ripartito immediatamente e dopo tre ore sarebbe stata attivata l’Ecmo per sostenere il piccolo paziente. In quel momento sarebbe stata “inoltrata la richiesta urgente per la disponibilità di un nuovo organo”. Una situazione che nella definizione dell’audit, viene definita semplicemente un “deficit comunicativo e procedurale“.
Il dolore della madre del piccolo
Intanto, dopo il “no” ad un nuovo trapianto, la madre del bambino ha commentato: “[…] Aspettiamo che arrivino i documenti dal Monaldi. Abbiamo fatto richiesta. Basta, vogliamo esaminarli, vedere se c’è qualcosa a cui ci si può aggrappare, sperare, qualsiasi cosa. Continueremo a valutare strade alternative, anche all’estero”.