Bayern-Ancelotti: i motivi dell’esonero

Tutte le cause che hanno portato alla decisione, apparentemente non giustificata, di allontanare il tecnico italiano.

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Che il rapporto tra parte dell’ambiente bavarese e Carlo Ancelotti fosse ormai ai minimi termini era chiaro già dalle difficoltà riscontrate nel precampionato. Tuttavia, in pochi si sarebbero attesi l’esonero di qualche giorno fa, per una serie di motivi. In primis, si tratta del primo esonero per Ancelotti a stagione in corso in tutta la carriera. In secondo luogo, si tratta del primo esonero del Bayern a settembre. In terzo luogo, da inizio stagione il club tedesco aveva vinto un trofeo (la Supercoppa) e trionfato in 7 partite su 10. Non proprio un bilancio drastico. Le ragioni per un così plateale divorzio risiedono dunque in qualcosa di più profondo, come risultato dall’analisi della Gazzetta dello Sport quest’oggi.

Bayern, lo spogliatoio era contro Ancelotti

Secondo una fonte attendibile come Kicker, buona parte dello spogliatoio bavarese non ha apprezzato i metodi di allenamento del tecnico italiano, ritenuti troppo blandi. Come nel più banale dei luoghi comuni, la rigida e severa Germania disapprovava la permissività dell’italiano Ancelotti. Una situazione che già Lahm e Xabi Alonso avevano denunciato alla dirigenza lo scorso anno, forse condizionati dalla differente metodistica di Guardiola (a sua volta peraltro poco apprezzata). Quando ai due leader dello spogliatoio si sono aggiunti altri campioni come Müller, Neuer e Boateng, è evidente che il peso della critica si sia fatto maggiore. Tale era la blandezza degli allenamenti di Ancelotti, secondo i giocatori, da dover ricorrere ad alcune sedute segrete di allenamento autonomo. Un fatto quantomeno curioso. Se fosse vera la ricostruzione di Kicker non ci sarebbe dunque da cercare ancora: la causa dell’esonero repentino sarebbe qui, in un rapporto tutt’altro che idilliaco con gran parte dei senatori del Bayern.