La storia di Belle Gunness, la donna norvegese-americana accusata di aver attirato uomini nella sua fattoria dell’Indiana per derubarli e ucciderli: il rogo del 1908, i corpi sepolti e il dubbio sulla sua morte.
Il nome di Belle Gunness è entrato nella cronaca nera americana come quello di una delle figure più inquietanti dell’inizio del Novecento. Nata in Norvegia come Brynhild Paulsdatter Størseth, emigrò negli Stati Uniti e costruì intorno a sé l’immagine di una donna forte, pratica, capace di mandare avanti una fattoria a La Porte, nell’Indiana. Dietro quella facciata, però, si nascondeva un sistema di morte e denaro.
Prima ancora della scoperta della fattoria, la sua vita era già segnata da decessi sospetti e da incassi assicurativi. Morirono alcuni bambini sotto la sua cura, poi il primo marito Mads Sorenson, proprio nel giorno in cui due polizze vita si sovrapponevano. In seguito morì anche il secondo marito, Peter Gunness, in circostanze definite all’epoca accidentali ma rimaste a lungo sospette.

Belle Gunness: gli annunci matrimoniali e gli uomini spariti
Dopo essersi stabilita nella fattoria di La Porte, Belle cominciò a pubblicare annunci matrimoniali su giornali rivolti anche alla comunità scandinava. Si presentava come una vedova con proprietà e cercava uomini economicamente solidi, invitandoli a raggiungerla con denaro contante e a non parlare troppo del viaggio.
Molti risposero. Alcuni vendettero beni, salutarono le famiglie e partirono per l’Indiana. Poi sparirono. Secondo le ricostruzioni, Belle avrebbe attirato quei pretendenti nella sua proprietà, li avrebbe uccisi per impossessarsi dei soldi e poi sepolti nella zona della fattoria, tra il terreno agricolo, il giardino e l’area degli animali.
Il rogo del 1908 e il mistero della donna senza testa
Il caso esplose nell’aprile del 1908, quando la casa di Belle Gunness bruciò. Tra le macerie furono trovati i corpi dei suoi figli e quello di una donna adulta senza testa, inizialmente identificata come Belle. Ma l’identificazione fu subito discussa: il corpo sembrava non corrispondere del tutto alla corporatura attribuita alla donna.
La scoperta decisiva arrivò quando i parenti di uomini scomparsi iniziarono a cercare risposte. Nel terreno della fattoria vennero ritrovati resti umani, alcuni smembrati e avvolti in sacchi. Il numero esatto delle vittime non è mai stato stabilito con certezza: le stime più prudenti parlano di almeno 14 persone, altre arrivano a oltre 20 o persino a 40.
Il dubbio finale resta il più famoso: Belle Gunness morì davvero nel rogo o usò l’incendio per sparire? Anche le analisi moderne sul presunto corpo non hanno dato una risposta definitiva. La “vedova nera” di La Porte rimane così una figura sospesa tra storia criminale e leggenda: una donna accusata di aver trasformato la promessa di matrimonio in una trappola mortale.