Quando decadono i benefici sulla prima casa?

Benefici relativi alla prima casa, quando cessano e per quali ragioni.

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Agevolazioni prima casa e cessazione delle stesse

Le normative vigenti prevedono degli sconti e delle agevolazioni fatte verso coloro che acquistano la prima casa ma tali forme di conto hanno comunque delle regole disciplinate dalla legge secondo le quali se vi è un mancato rispetto delle stesse decadono anche le agevolazioni sulla prima casa.
Intanto occorre dire che l’immobile va conservato come proprietà per almeno 5 anni pena la decadenza delle condizioni agevolatorie.

Inoltre se i requisiti previsti non sono mantenuti vi è una penale da pagare che risulta pari al 30% dell’imposta risparmiata e gravata anche da interessi.

I 5 anni di mantenimento della prima casa

Secondo ciò che prevede la Disciplina di Legge, se l’immobile acquistato come prima casa viene venduto prima di questo tempo tale azione va ad inficiare i benefici precedentemente acquisiti e li annulla.
Inoltre in caso di separazione l’argomento casa viene disciplinato da apposite Leggi a tutt’oggi vigenti e sull’argomento il Fisco è estremamente chiaro.
Invece per quanto riguarda il riacquisto, l’ordinanza 17151/2014 della Corte di Cassazione lo inquadra come atto che vige dal momento della stipula del contratto definitivo di compravendita e quindi esclude tale azione dal contratto preliminare.

Il trasferimento della residenza e la perdita dei Benefici

Un altro argomento che deve essere tenuto in considerazione è quello relativo al trasferimento della residenza. La Legge dice infatti che per quanto riguarda l’acquisto della prima casa costituisce condizione necessaria per usufruire delle agevolazioni proprio la residenza nel luogo dove è stata effettuata la compravendita.
L’acquirente ha comunque un periodo specifico per trasferire la residenza al luogo dove risiede l’immobile che figura come prima casa, questo tempo è di 18 mesi a partire dal giorno dall’acquisto dell’immobile.
L’Agenzia delle Entrate ha emesso una risoluzione, la n105/E, che disciplina la materia relativa ai 18 mesi.
Infatti se durante questi mesi l’acquirente non può rispettare l’impegno dell’acquisizione e del cambio di residenza, può effettuare una revoca della dichiarazione fatta al momento dell’atto di compravendita e chiedere la riliquidazione dell’imposta, tale procedimento viene definito in termini tecnici come: istanza di revoca, e va effettuato presso l’ufficio che lo ha registrato.
In tale contesto che risulta di ravvedimento, la persona interessata pagherà gli interessi ma non la sanzione del 30%, qualora non fosse imputabile a lui la causa del mancato ottenimento.

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