Bentley Blower: il mostro di Sir Henry

Realizzata alla fine degli anni Venti sulle specifiche del celebre gentleman driver inglese, grazie alla sovralimentazione poteva disporre di una potenza di ben 240 Cavalli.

 

La Bentley Blower, presentata ufficialmente al Britsh Motor Show di Londra del 1929, nacque sfruttando le esperienze di Sir Henry “Tim” Birkin, gentleman driver inglese che per rendere più competitiva la sua 4½ litri l’aveva dotata di un compressore volumetrico.

Il sogno di Birkin era di poter partecipare alla 24 ore di Le Mans. Per questo fece allestire 5 “supercharged”. Il regolamento della corsa francese imponeva però che fossero realizzati almeno 50 esemplari. Dovette quindi chiedere l’aiuto della Casa.

W.O. Bentley, sostenitore della teoria secondo cui era preferibile l’aumento di cilindrata alla sovralimentazione, non era propenso ad assecondare le richieste del baronetto, ma dovette cedere quando questi ottenne il sostegno di Woolf Barnato, a tutti gli effetti nuovo proprietario dell’azienda e soprattutto gentleman driver come Birkin.

Barnato si accordò con Birkin perché le Blower fossero allestite in una officina di Welwyn Garden City. A contribuire che il sogno diventasse realtà intervenne anche Dorothy Paget, ricca ereditiera amante dell’ippica e degli sport automobilistici, che costituì la scuderia Hon. Miss Dorothy Paget per consentire alle Blower di prendere parte nel 1930 alla 24 ore di Le Mans.

Grazie al compressore di tipo Roots (Roots Blower in inglese, da qui il nome della Bentley) la potenza massima saliva a 240 cavalli e la velocità superava abbondantemente i 220 km/h. Le Blower a quattro cilindri risultavano pertanto più potenti e veloci delle 6½ litri a sei cilindri.

La vettura numero 2 del team, guidata a Le Mans da Tim Birkin, è stata acquistata da Bentley Motors nel 2000, da allora viene regolarmente promossa in tutto il mondo dall’azienda e prende regolarmente parte a gare rievocative come la Mille Miglia.

ultimo aggiornamento: 18-01-2015

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