Berlino, autista Lukasz Urban: Amri gli sparò prima della strage

Il giornale tedesco Bild ha diffuso i risultati dell’autopsia su Lukasz Urban, l’autista-eroe della strage di Berlino.

Il medico legale incaricato di stabilire la data e la modalità della morte dell’autista polacco Lukasz Urban ha completato l’autopsia. I risultati sono stati diffusi in un articolo pubblicato dal quotidiano tedesco Bild.

L’autista polacco, trovato morto nel tir della strage, stando ai rilevamenti del medico legale avrebbe subito un colpo di pistola alla testa “tra le 16.30 e le 17.30”. Questo orario è quindi molto antecedente rispetto a quello della strage avvenuta nella piazza di Berlino dove erano allestiti i mercatini di Natale. L’uomo era stato pugnalato in tutto il corpo; gli era stato sparato al capo diverse ore prima, quindi non poteva avere le forze necessarie per deviare il camion aggrappandosi al volante, data la forte perdita di sangue.

La nuova ricostruzione

Da una prima ricostruzione, effettuata dagli organi di stampa, risultava che Lukasz Urban, alla guida del camion killer, avesse lottato contro Anis Amri per evitare la strage. Si era scritto di quanto Urban avesse disperatamente tentato di fermare l’attentatore, aggrappandosi al volante perché il mezzo non andasse a schiantarsi sulla folla. Si parlava delle ferite inferte da Amri sul corpo dell’uomo, con un coltello, per impedirgli di sabotare l’attentato.

Stando ai risultati dell’autopsia, Amri ha sparato a Lukasz Urban diverse ore prima mettendolo quindi in condizioni di non interferire con i suoi intenti omicidi.

Non è escluso, scrivono ancora su Bild, che l’autista polacco potesse essere ancora in vita mentre Anis Amri agiva, ma le ingenti perdite di sangue gli avrebbero in effetti impedito “di agire con consapevolezza” per evitare la criminale messa in atto dell’azione.

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ultimo aggiornamento: 27-12-2016

Caterina Saracino

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