Berlusconi sul Salva Italia: "Piano fatto di shock fiscale e Mes. Cina..."

Berlusconi: “Piano Salva Italia, shock fiscale e Mes. Cina? Omissioni gravi…”

Silvio Berlusconi ha rilasciato una lunga intervista a Il Giornale, nella quale ha proposto alcuni interventi per il Salva Italia. Poi ha richiamato le responsabilità della Cina.

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, interviene nel dibattito politico. In un’intervista a Il Giornale, l’ex premier ha proposto un piano Salva Italia da proporre al governo per rilanciare il Paese dopo la grave crisi creata dalla Pandemia.

Berlusconi: “Serve shock fiscale”

Berlusconi, sul tema, ha dichiarato: “Serve uno shock fiscale, tagliare le tasse e introdurre una flat tax la più contenuta possibile. Non è di statalismo che abbiamo bisogno. Certo, oggi occorre un intervento di emergenza, immediato e di breve periodo, che solo lo Stato è in grado di assicurare ma la ricostruzione dev’essere affidata al mercato, come avvenne nel dopoguerra. Dalla crisi si esce con un forte shock fiscale, in modo da consentire a tutti di tornare in attivo al più presto“.

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi

Uso del Mes

Il Cavaliere ha ribadito la posizione favorevole all’uso del Mes, anche in contrapposizione agli alleati del centrodestra: “Mi risulta incomprensibile, proprio perché sono sicuro del  fatto che i nostri alleati  del centrodestra  non hanno  nulla  a  che fare con un disegno strumentale anti-europeo. Del resto però è solo un disaccordo  su un  punto  specifico,  che non mette in pericolo l’unità della nostra coalizione. Una coalizione fra diversi, con un buon programma comune per l’Italia“.

Critica alla Cina

Infine, Silvio Berlusconi punta il dito contro la Cina: “Pechino ha gravi responsabilità: non solo gli Stati Uniti, ma anche Paesi come la Germania, la Francia e l’Australia chiedono di fare chiarezza sulle vicende delle ultime settimane. Le omissioni, le censure e i ritardi nel rendere noto quanto stava accadendo a Wuhan hanno consentito al virus di dilagare nel mondo, e prima di tutto purtroppo in Italia. Chiedere i danni alla Cina in tribunale, come alcuni propongono, è chiaramente solo una provocazione, ma chiederne conto politicamente a Pechino è doveroso“.

ultimo aggiornamento: 06-05-2020

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