Bertone: all’asta i gioielli del grande Nuccio

Bertone, vanno all’all’asta i concept car, i prototipi, le maquette, gli studi di design e quant’altro faceva parte della collezione Bertone custodita nel museo di Caprie in provincia di Torino.

È una notizia di quelle, che da appassionati e cultori di auto storiche, non vorremmo mai dare. Da ieri si possono fare offerte per acquistare l’intera collezione di 79 vetture tra concept car e prototipi, maquette, studi di design e quant’altro marcate Bertone conservate nel museo che la celebre carrozzeria aveva allestito a Caprie in provincia di Torino. Il tutto era di proprietà della Bertone 100 recentemente fallita. Come capita in questi casi, si cerca di monetizzare ciò che ha ancora un valore. Il patrimonio è essenzialmente costituito dal marchio e dalle vetture che hanno scandito l’ultimo secolo di storia non soltanto della carrozzeria, ma del design e dello stile automobilistico italiano.
L’asta avrà luogo dal 14 al 28 settembre, ma già da ora si possono inoltrare le offerte.

Nuccio Bertone, patron e timoniere dell’azienda scomparso nel 1997, aveva un incredibile fiuto nel scegliere i più promettenti giovani designer che sotto la sua esperta guida hanno realizzato straordinari capolavori. Basta scorrere l’elenco degli esemplari messi all’asta per ripercorrere la storia di quello che oggi tutto il mondo chiama Italian Style: Lamborghini Miura e Countach, Lancia Stratos, Alfa Romeo Montreal, Fiat X1/9, Bertone Nivola, Chevrolet Ramarro, Aston Martin Jet2, Ferrari Rainbow, Jaguar B99 GT per citarne solo alcune. Ognuna meriterebbe una descrizione a parte. Per Bertone hanno lavorato e si sono fatti le ossa: Giovanni Michelotti, Franco Scaglione, Giorgetto Giugiaro, Marcello Gandini, solo per citare i più noti che hanno permesso di firmare con la celebre “B” mitiche vetture come la Miura e la Lancia Stratos (Gandini), l’Alfa Romeo Sprint 2000 (Giugiaro) e l’Alfa Romeo Giulietta Sprint (Scaglione).

Il ministero dei Beni Culturali, pur non intervenendo (come era invece auspicabile) nell’acquisizione, ha posto severi vincoli volti a tutelare l’inestimabile patrimonio storico e culturale che la collezione rappresenta. Ha sancito che la raccolta può essere venduta soltanto per intero, e non frazionandola. Ciò vale anche per gli eventuali passaggi di proprietà futuri. Inoltre non può valicare i confini nazionali.

Che questo possa bastare per non disperderla, ne dubitiamo fortemente, ma tant’è. Colpevole invece il totale disinteresse dimostrato fino ad oggi dalla Regione Piemonte che non farebbe certo fatica a trovare il milione e 600mila euro (la cifra è particolarmente bassa a causa dei vincoli) necessario per aggiudicarsi l’asta.

Siamo certi che i grandi collezionisti italiani disposti ad entrare in partita non mancano. Li frena le imponderabili e imponderate conseguenze fiscali, in uno Stato dove chi colleziona auto storiche di prestigio è guardato per partito preso con sospetto dalle autorità. Un atteggiamento più aperto – basterebbe prendere esempio da quanto avviene nel resto d’Europa per non parlare degli Stati Uniti – permetterebbe di salvaguardare lo straordinario patrimonio storico che i tanti Nuccio Bertone hanno costruito con passione, tenacia e genialità.

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ultimo aggiornamento: 16-07-2015

Enzo Caniatti

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