Biden condanna le proteste nei campus pro Gaza: “Questo è il caos”

Biden condanna le proteste nei campus pro Gaza: “Questo è il caos”

Dopo le occupazioni degli studenti nei campus e l’intervento delle forze di polizia, il presidente USA Joe Biden ha preso una netta posizione.

Sono giornate di altissima tensione negli USA, dove studenti e manifestanti pro Gaza si sono trovati ad occupare diversi campus americani provocando il conseguente intervento delle forze dell’ordine. Sulla vicenda ha preso parola da Washington il numero uno degli Stati Uniti, il presidente Joe Biden, condannando quanto accaduto e ogni forma di protesta violenta.

Joe Biden

USA, Biden condanna le proteste nei campus

Parlando in tv a tutto il Paese, Biden ha spiegato la sua posizione sui recenti avvenimenti andati in scena nei campus americani: “Non siamo una nazione autoritaria in cui mettiamo a tacere le persone o reprimiamo il dissenso”, ha tenuto a precisare il numero uno USA. “Il popolo americano viene ascoltato. In effetti, la protesta pacifica è nella migliore tradizione del modo in cui gli americani rispondono alle questioni. Ma non siamo nemmeno un Paese senza legge, la nostra società civile e il nostro ordine devono prevalere”.

Il leader degli States ha poi proseguito: “Nel corso della nostra storia, abbiamo spesso affrontato momenti come questo perché siamo una nazione grande, diversificata, che pensa liberamente e ama la libertà. E momenti come questo sono sempre quelli che si precipitano a segnare punti politici. Ma questo non è il momento della politica. E’ il momento di fare chiarezza. Quindi vorrei essere chiaro: la protesta violenta non è tutelata. La protesta pacifica lo è”

“Il vandalismo, l’occupazione di proprietà privata, rompere le finestre, chiudere i campus, costringere a cancellare lezioni e lauree non è protesta pacifica… gli americani hanno il diritto di protestare ma non di causare il caos”, ha concluso condannando anche l’antisemitismo come pure l’islamofobia.

Gli arresti dopo le proteste

Al momento, come riportato dal Corriere della Sera, sarebbero circa 2000 gli arresti avvenuti nei campus dal 17 aprile. Nei giorni scorsi, precisamente il 30 aprile, le forze dell’ordine avevano messo fine all’occupazione e all’accampamento alla Columbia, con un blitz che ha coinvolto un mezzo speciale blindato con cui gli agenti sono penetrati nella Hamilton Hall da una finestra.

Altri episodi sono andati in scena al City College di New York, alla Fordham University, all’Università della California a Los Angeles e a Portland. Altri atenei, come Brown University a Rhode Island, Northwestern University in Illinois e l’Università del Minnesota hanno provato e trovato degli accordi con i manifestanti al fine di smobilitare gli accampamenti.

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