Bimbo in stato vegetativo: l’assurdo motivo e le accuse alla pediatra

Bimbo in stato vegetativo: l’assurdo motivo e le accuse alla pediatra

L’orribile vicenda di un bimbo in stato vegetativo e le motivazioni che potrebbero aver portato a questo triste epilogo.

Una terribile vicenda torna a far parlare. Si tratta della situazione legata ad un bimbo di 4 anni, ora in stato vegetativo. Il caso ha visto coinvolta una dottoressa, accusata per essersi “rifiutata” di visitarlo. Il piccolo, a quanto pare, si era presentato con la famiglia già in condizioni complesse dopo aver ingerito un formaggio contaminato, prodotto con latte crudo.

Bimbo in stato vegetativo: i fatti

Secondo quanto si apprende da Today, torna a far parlare il caso di un bambino di 4 anni in stato vegetativo dopo aver contratto il batterio dell’escherichia coli dopo aver mangiato del formaggio contaminato, prodotto con latte crudo.

Il caso risale al 2017 e vede coinvolta una dottoressa dell’ospedale Santa Chiara di Trento che, secondo l’accusa, “si rifiutò” di visitare il piccolo le cui condizioni apparivano già gravi.

Da quanto è stato ricostruito, la dottoressa non avrebbe voluto visitare il bambino, che appariva in gravi condizioni, nonostante la richiesta presentata da una collega. La decisione e il rifiuto del medico avrebbero portato ad un ritardo nella diagnosi della Sindrome emolitico-uremica (Seu), scoperta solo 3 giorni dopo, quando la salute del piccolo era già precipitata.

Le accuse alla pediatra

A quanto pare, a distanza di anni, la dottoressa è stata chiamata a rispondere alle accuse contestate di lesioni e rifiuto di atti d’ufficio.

La famiglia del bambino ha intrapreso da tempo una lunga battaglia legale e, lo scorso dicembre, questa aveva portato, come sottolineato da Today, all’incriminazione dell’ex presidente del caseificio, Lorenzo Biasi, e del casaro Gianluca Fornasari, entrambi accusati di lesioni gravissime e condannati dal giudice di pace al pagamento di circa 2mila euro.

Ai danni di Biasi e Fornasari anche i risultati degli accertamenti che avevano portato alla scoperta che nel caseificio era stato utilizzato un tubo sporco di feci animali per il trasferimento del latte.

Adesso, però, la novità anche sulla dottoressa dell’ospedale: il giudice dell’udienza preliminare, Enrico Borrelli, infatti, ha ora disposto il rinvio a giudizio per la donna che verrà processata a fine aprile.

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