Bollette, bonus alle famiglie, soglie di reddito e incentivi: ecco come cambierà tutto
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Direttore: Franco Ferraro

Bollette, bonus alle famiglie, soglie di reddito e incentivi: ecco come cambierà tutto

Calcolare le spese

Contributo straordinario fino a 100 euro per famiglie a basso reddito, nuove soglie ISEE, interventi su gas e incentivi alle rinnovabili.

Il Decreto Bollette 2026, atteso a Palazzo Chigi, punta a intervenire in modo strutturale sui costi dell’energia per famiglie e imprese. La bozza circolata nelle ultime settimane contiene misure tecniche che toccano bonus sociali, soglie ISEE, prezzo del gas e incentivi alle rinnovabili. L’obiettivo dichiarato è alleggerire il peso delle bollette, ma il provvedimento potrebbe anche modificare in profondità alcuni meccanismi del mercato energetico italiano.

Tra i punti centrali c’è il bonus una tantum per le famiglie a basso reddito. I nuclei con ISEE fino a 9.796 euro, oppure fino a 20.000 euro con almeno quattro figli, che già percepiscono il bonus sociale, riceveranno nel 2026 un contributo straordinario da 90 euro – cifra che potrebbe salire a 100 – applicato direttamente come sconto sulla materia prima dell’energia elettrica. La misura ha un tetto di spesa di 315 milioni di euro ed è limitata all’anno in corso.

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Bonus energia, nuove soglie ISEE e contributi fino a 25mila euro

Il decreto introduce anche una novità per il biennio 2026-2027. I venditori di energia potranno riconoscere un contributo straordinario ai clienti domestici residenti che non beneficiano del bonus sociale ma hanno un ISEE non superiore a 25.000 euro.

Il contributo coprirà la componente “Prezzo Energia” relativa ai consumi dei primi due mesi dell’anno, a condizione che non superino 0,5 megawattora nel bimestre e 3 MWh nei dodici mesi precedenti. È prevista inoltre la pubblicazione delle imprese che aderiranno all’iniziativa, per garantire maggiore trasparenza.

Si tratta di un intervento che amplia la platea rispetto al bonus tradizionale, ma resta legato a requisiti di consumo e a una scelta volontaria degli operatori del mercato.

Gas, rinnovabili e riforma del prezzo dell’energia

Un altro capitolo decisivo riguarda il prezzo del gas, che incide direttamente sul costo dell’elettricità prodotta in Italia, dove circa il 50% dell’energia deriva da centrali termoelettriche alimentate a metano. Il decreto mira a ridurre la differenza tra il prezzo all’ingrosso italiano (Psv) e quello europeo di riferimento (Ttf), con l’obiettivo di contenere i rincari.

Per reperire risorse sarà venduto parte del gas stoccato durante l’emergenza energetica del 2022. I proventi serviranno a ridurre nel 2026 alcuni costi di trasporto e distribuzione e a sostenere le imprese a forte consumo di gas.

Sul fronte degli oneri generali di sistema, che pesano per circa il 10% della bolletta elettrica, sono previste modifiche agli incentivi per le rinnovabili. I produttori potranno scegliere una riduzione temporanea dei sussidi in cambio di un allungamento del periodo di incentivazione, oppure l’estinzione anticipata con recupero parziale dal 2028.

Infine, la bozza prevede una modifica al meccanismo di formazione del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso. Dal 2027 il costo delle quote di emissione di CO₂ (Ets) non sarebbe più incluso nel prezzo offerto in Borsa, ma recuperato in bolletta. Una scelta che potrebbe rendere più competitivo il prezzo dell’energia prodotta con il gas, ma che secondo alcuni operatori rischia di trasferire comunque i costi finali sui consumatori.

Il decreto, quindi, non introduce solo un bonus, ma ridefinisce gli equilibri tra famiglie, imprese e produttori in un mercato ancora segnato dalle tensioni degli ultimi anni.

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ultimo aggiornamento: 18 Febbraio 2026 10:35

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