Confindustria, Bonomi sul Green Pass: “C’è stata una strumentalizzazione da parte di chi vuole rimettere in discussione i vaccini”.

Intervenuto ai microfoni de il Corriere della Sera, il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha fatto il punto della situazione sulla discussione legata al Green Pass nelle aziende.

Green Pass, Bonomi: “Il governo sta ascoltando tutti per farsi un quadro della situazione”

Il governo sta ascoltando tutti per farsi un quadro della situazione. C’è un aumento di contagi legato alla variante Delta e anche a Confindustria ha chiesto delle valutazioni, che abbiamo dato in una nota scritta. L’obiettivo di fondo è consolidare la ripresa per recuperare il reddito e il prodotto perduti, per tutelare i posti di lavoro e perché in pandemia abbiamo contratto un debito astronomico. E l’unica minaccia a una crescita sostenuta oggi è il virus. Quella minaccia va ridotta al minimo possibile“, ha dichiarato Bonomi ai microfoni de il Corriere della Sera.

Green Pass, tutte le regole dal 1 settembre

Carlo Bonomi
Carlo Bonomi

La proposta di Confindustria

Bonomi ha poi illustrato la proposta di Confindustria per il mondo del lavoro: “Nel quadro di regole attuale, dunque con piena tutela della privacy e della libertà di scelta dei singoli, l’uso del green pass prevede tre criteri: il vaccino, l’immunità per aver contratto il Covid o il tampone. Mai chiesto di rendere il vaccino obbligatorio per accedere al luogo di lavoro. E mai parlato di applicazione unilaterale. Ho sentito troppi commenti a caldo, fatti senza aver letto cosa in realtà avevamo detto esattamente. C’è stata una strumentalizzazione da parte di chi vuole rimettere in discussione i vaccini o magari vuole rivedere lo sblocco dei licenziamenti“.

Confindustria
fonte foto https://www.facebook.com/confindustria/

La rivoluzione nel mondo delle auto

Nel corso della sua intervista Bonomi ha parlato anche del mondo delle auto: “Il Ministro Giorgetti ha aperto finalmente un tavolo sull’automotive ma siamo solo all’inizio. I produttori di nuova generazione cercano una competitività e specializzazioni avanzate nell’elettronica o nelle batterie al litio, che il nostro Paese non riesce a garantire. Il governo precedente non aveva messo le filiere industriali nel Pnrr; quello attuale non ne ha avuto il tempo, tranne che per l’aerospazio. Francia e Germania lo hanno fatto, perché si sono rese conto che questa situazione può metterci in grande difficoltà. A maggior ragione con l’arrivo del Green Deal europeo“,


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