Milan, ecco il tuo nuovo capitano: Leonardo Bonucci

La carriera di Leonardo Bonucci, dagli inizi nelle giovanili dell’Inter fino all’approdo in rossonero.

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Bonucci Milan – “Ai difensori oggi insegnano a muoversi da reparto, ma nell’uno contro uno fanno fatica. Il mio preferito è Bonucci. Forse ha più attributi di me. Nessuno gli ha regalato nulla ed è arrivato dove nessuno immaginava“. Così parlava di Leonardo Bonucci un grande interista, Marco Materazzi, campione del mondo con l’Italia nel 2006. Parole d’elogio e stima che denotano la grandezza del personaggio Bonucci, ancor più che del difensore. Cresciuto calcisticamente nel Bari di Ventura, Bonucci è infatti riuscito a fare il salto di qualità solo negli anni juventini, sotto la guida di Conte prima, Allegri poi. In pochi anni è diventato uno dei difensori più forti al mondo. E pensare che all’epoca del Bari in molti credevano che il ragazzo più promettente fosse Ranocchia, la cui stella si è poi affievolita all’Inter. Misteri del calcio moderno…

Bonucci Milan: il difensore con piedi (e testa) da centrocampista

Tra Viterbese e Inter. Nativo di Viterbo, Bonucci muove i primi passi da calciatore nel club della propria città, collezionando anche qualche panchina in Serie C2. Preso poi dalla Primavera dell’Inter, viene ceduto nel 2008 al Treviso, in Serie B, in prestito. Per lui sotto la guida di Pillon 40 gare e 4 reti. Una prima stagione da professionista positiva, seguita da una negativa l’anno dopo, per via di alcune incomprensioni con il nuovo tecnico Gotti. Nel 2009 passa in prestito al Pisa di Ventura, dove emerge come uno dei prospetti italiani più validi, grazie al tecnico che lo scopre come “difensore che pensa da centrocampista”. Tornato all’Inter, viene ceduto definitivamente al Genoa nella trattativa che porta a Milano Milito e Thiago Motta.

Bari. Non fa in tempo a vestire la maglia rossoblù, ceduto in compartecipazione subito al neopromosso Bari, sulla cui panchina siede proprio quel Ventura, divenuto suo vero e proprio mentore. Titolare fin da subito, disputa una stagine di alto livello, riuscendo a conquistare anche per la prima volta la Nazionale. Con Ranocchia forma una coppia di eccellenti prosprettive. A fine anno il giocatore viene riscattato definitivamente dal club pugliese su pressing delal Juve, che ne rileva quindi il cartellino.

I sette anni in bianco e nero. La prima stagione alla Juventus è un disastro. Bonucci è spesso protagonista di topiche colossali, definite dai più maligni “bonucciate”. Sotto il mirino della critica, sembra destinato a essere accantonato in poco tempo. Ma la seconda stagione in bianconero, la prima con Conte in panchina, gli stravolge totalmente la carriera. Il tecnico leccese, per affrontare il Napoli di Mazzarri, accantona la difesa a 4 passando al 3-5-2, individuando in Bonucci l’uomo giusto per fungere da playmaker difensivo, affiancato da Barzagli e Chiellini. Nasce la BBC, il perno dei trionfi della Juventus. In sei stagioni bianconere sotto l’egida Conte-Allegri, Bonucci colleziona sei scudetti, tre Supercoppe italiane e tre Coppe Italia, raggiungendo due volte la finale di Champions, nel 2015 e quest’anno, con due sconfitte dolorose contro Barcellona e Real Madrid. A livello individuale, viene premiato come miglior calciatore del 2016 dall’Aic e rientra nella miglior formazione dell’anno per l’Uefa e l’Equipe nel 2016 e nel 2017. Chiude la sua carriera in bianconero con 319 presenze e 21 gol, spesso pesanti e decisivi. Da venerdì è un giocatore del Milan, e nuovo capitano. Ma per un ragazzo che è riuscito a superare grandi difficoltà crescendo in autorevolezza e qualità, la fascia di un club storico come il Milan non sarà un peso eccessivo.

L’uomo Bonucci. Personaggio controverso, amato dai propri tifosi, detestato dagli avversari, Bonucci non ha mai lesinato dichiarazioni fuori dal coro, spesso sgradevoli e inopportune, a volte anche poco sportive, ma tipiche di un carattere forte, dominante, di un leader nato. Un uomo consapevole, capace di andare anche contro i suoi stessi tifosi, come in questa dichiarazione: “Facile venire allo stadio e applaudire quando tutto va bene. Il vero tifoso applaude quando il momento è difficile, per aiutare la squadra“. Questo è Leonardo Bonucci.