Il bonus under 35 per chi avvia un’attività autonoma non è stato prorogato nel 2026. Tutti i nuovi dettagli.
Nel 2026 il bonus giovani under 35 per l’avvio di attività autonome non sarà rinnovato. L’incentivo introdotto con il decreto Coesione si è fermato alla fine del 2025 e, a differenza di altre misure dedicate al lavoro dipendente, non è stato inserito tra quelle prorogate. Durante la conversione del Milleproroghe non è stata approvata alcuna norma di estensione, rendendo definitiva la sua uscita dal sistema degli aiuti.
La misura prevedeva un contributo economico di 500 euro mensili per più anni, destinato a giovani disoccupati con meno di 35 anni che decidevano di mettersi in proprio in settori ritenuti strategici per lo sviluppo economico. Tra questi rientravano attività manifatturiere, servizi alle imprese, turismo, costruzioni, intrattenimento e professioni specialistiche. L’obiettivo era sostenere le spese iniziali, spesso particolarmente onerose nei primi anni di attività.

Chi può ancora fare domanda e fino a quando
La cessazione dell’incentivo riguarda esclusivamente le nuove iniziative avviate dal 1° gennaio 2026 in avanti. Chi ha già ottenuto il beneficio continuerà a percepirlo fino alla naturale scadenza, senza variazioni delle condizioni originarie. In questo modo viene garantita la continuità degli impegni già assunti dallo Stato.
Resta però una finestra residuale per chi ha aperto la partita IVA entro il 31 dicembre 2025. In questi casi è ancora possibile presentare domanda, ma esclusivamente entro il 2 marzo, attraverso la procedura telematica messa a disposizione dall’INPS. Superata tale data, non sarà più consentito accedere al contributo.
Il requisito temporale di apertura dell’attività resta quindi determinante: le attività nate dal 2026 non potranno beneficiare dell’agevolazione, anche se operano nei settori precedentemente ammessi.
Cosa cambia per i giovani imprenditori
Il bonus non si limitava al contributo diretto. Prevedeva anche una esenzione contributiva per i dipendenti assunti stabilmente, purché anch’essi under 35, con uno sgravio che poteva arrivare fino a 800 euro mensili per lavoratore. Con la mancata proroga, anche questa componente viene meno per le nuove imprese.
Nel corso dell’iter parlamentare non sono mancate proposte di estensione, ma nessuna è confluita nel testo definitivo del decreto. Il risultato è una scelta politica chiara: per il 2026 il sostegno si concentra soprattutto sugli incentivi all’assunzione di giovani, donne e lavoratori nelle aree della Zes unica, lasciando invece scoperto il fronte dell’autoimprenditorialità giovanile.
Il bonus under 35, nato come misura temporanea con scadenza fissata al 31 dicembre 2025, conclude così la propria fase sperimentale senza trasformarsi in strumento strutturale. Per molti giovani che valutavano l’apertura di una nuova attività nel 2026, il quadro degli aiuti risulta oggi meno favorevole rispetto al passato, con un riequilibrio delle risorse verso il lavoro dipendente e meno strumenti diretti per chi sceglie di mettersi in proprio.