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Bonus gita scolastica 2026, come funziona davvero: fino a 150 euro, ISEE e domanda
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Bonus gita scolastica 2026, come funziona davvero: fino a 150 euro, ISEE e domanda

Ragazzi del liceo che vanno a scuola

Per quest’anno scolastico torna il bonus, ma non con una procedura unica: il MIM ha autorizzato le scuole con fondi residui a usarli.

Il cosiddetto bonus gita scolastica 2026 esiste ancora, ma va raccontato con precisione. Per l’anno scolastico 2025/2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito non ha riaperto una nuova finestra nazionale unica come quella gestita su Unica nel 2024. Con la nota 41136 del 5 dicembre 2025, il MIM ha invece consentito alle scuole statali secondarie di secondo grado che avevano ancora somme residue del precedente “Welfare gite” di utilizzare quei fondi anche per un ulteriore esercizio finanziario, mantenendo l’originario vincolo di destinazione a viaggi di istruzione e uscite didattiche.

Questo significa che il contributo non è automatico per tutti e non dipende da una domanda ministeriale uguale in tutta Italia. La stessa nota chiarisce infatti che i criteri di impiego delle somme devono essere deliberati dal Consiglio di istituto e che le scuole possono riconoscere autonomamente il contributo agli studenti secondo procedure e priorità decise a livello interno. In altre parole, per sapere se il bonus è disponibile bisogna controllare il sito della propria scuola, perché non tutti gli istituti hanno necessariamente fondi residui da distribuire.

bambini scuola
bambini scuola

Chi può ottenerlo e quanto vale davvero il contributo

Il riferimento economico resta quello già usato per il Welfare gite, cioè un’agevolazione fino a 150 euro per studente. Nella fase nazionale del 2024, il contributo massimo era riconosciuto alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro tramite la piattaforma Unica. Per il 2025/2026, però, la situazione è meno uniforme: in molte circolari scolastiche pubblicate negli ultimi mesi compare una soglia ISEE fino a 20.000 euro, ma non si tratta di un limite fissato in modo esplicito nella nota ministeriale recuperata, che lascia invece alle scuole la definizione concreta dei criteri. Lo dimostrano gli avvisi degli istituti: alcuni adottano la soglia dei 20.000 euro, altri mantengono 15.000 euro, altri ancora introducono graduatorie e priorità interne.

Anche l’importo effettivo può cambiare. In alcuni casi il contributo resta fermo al tetto massimo di 150 euro, in altri può essere rimodulato in base alle risorse disponibili e al numero delle domande. Alcune scuole prevedono infatti una riduzione proporzionale del beneficio o una distribuzione per fasce ISEE, proprio perché il fondo non è illimitato e dipende dai residui rimasti nel bilancio del singolo istituto.

Come fare domanda e cosa controllare subito

Sul piano pratico, la regola più importante è una: bisogna seguire le istruzioni della propria scuola. Diversi istituti stanno chiedendo alle famiglie di presentare un modulo interno, allegando l’attestazione ISEE in corso di validità, entro una data fissata autonomamente dall’istituto. In genere il contributo viene poi applicato come sconto diretto sulla quota della gita oppure, se la famiglia ha già pagato, come conguaglio o rimborso.

C’è poi un altro dettaglio utile per chi ha più figli: nelle comunicazioni scolastiche consultate emerge che la richiesta va normalmente presentata per ogni singolo studente, quindi non basta una sola istanza per tutto il nucleo familiare. Per questo conviene controllare subito circolari, albo online o registro elettronico della scuola frequentata dai figli: oggi il vero “bonus gite” non passa da una procedura nazionale uguale per tutti, ma dalla gestione concreta del singolo istituto.

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ultimo aggiornamento: 9 Aprile 2026 10:12

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