Bonus alle neo-mamme: cosa prevede e perché divide il governo

Bonus alle neo-mamme: cosa prevede e perché divide il governo

Scontro tra Pd e M5s sul bonus alle neo-mamme. Come funziona e cosa prevede la proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle.

Il governo si divide sul bonus alle neo-mamme. Si tratta, secondo la proposta di un esonero contributivo per le donne che hanno appena avuto un bambino. Lo scopo è quello di contrastare l’uscita dal mondo del lavoro delle donne con figli.

Bonus neo-mamme, cos’è e come funziona

Il provvedimento potrebbe essere inserito nella manovra economica. Andiamo quindi ad analizzare la proposta per provare a capire di cosa si tratta, per non restare spiazzati o sorpresi dal cambiamento.

La proposta, figlia della Catalfo (M5s) è quella di concedere un esonero contributivo al cento per cento e fino a tre anni ai datori di lavoro che tengono le neo-mamme anche dopo la scadenza dei ventiquattro mesi. Per legge infatti fino a quella scadenza vige il divieto di licenziamento al rientro dalla maternità. Ma sarebbero ancora troppi i casi di datori di lavoro che approfitterebbero del primo giorno dopo i ventiquattro mesi canonici per procedere con il licenziamento. O comunque per ottenere del dimissioni.

Fonte foto: https://www.facebook.com/Cameradeideputati

Opposizione del Partito democratico, “Così si legittima chi costringe alle dimissioni le madri lavoratrici”

La proposta non piace al Partito democratico, che ha avviato una dura lotta parlamentare. Il messaggio che arriva dai dem è chiaro e non del tutto illegittimo, almeno all’apparenza. Con un bonus di questo tipo non si tutelerebbero le neo mamme, ma si arriverebbe a premiare i datori di lavoro che semplicemente rispettano le regole. La conseguenza sarebbe quella di legittimare invece che arriva al licenziamento (o costringe alle dimissioni) delle neo-mamme.