Bonus prima casa 2026: mutuo agevolato under 36, come funziona
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Direttore: Franco Ferraro

Bonus prima casa 2026: mutuo agevolato under 36, come funziona

Una casa con delle monete

Il bonus prima casa 2026 aiuta giovani e famiglie ad acquistare casa con mutuo agevolato, garanzia statale Consap e detrazione Irpef.

Acquistare casa resta una delle scelte più importanti nella vita di una persona, ma anche una delle più impegnative sul piano economico. Nel 2026, lo Stato continua a sostenere chi vuole comprare la prima casa attraverso un pacchetto di agevolazioni che rendono più accessibile il mutuo e alleggeriscono il peso fiscale nel tempo. Il cosiddetto bonus mutuo prima casa 2026 si fonda su due pilastri principali: la garanzia statale sul finanziamento e la detrazione Irpef sugli interessi passivi, a cui si affiancano le tradizionali agevolazioni sulle imposte di acquisto.

La misura cardine è il Fondo di Garanzia Prima Casa, gestito da Consap per conto del Ministero dell’Economia. La proroga prevista dalla Legge di Bilancio rende lo strumento operativo fino al 31 dicembre 2027. È importante chiarire che il Fondo non eroga denaro direttamente al cittadino, ma fornisce una fideiussione alla banca, riducendo il rischio per l’istituto e facilitando l’accesso al credito.

Mutuo casa
Mutuo casa

Mutuo agevolato under 36 e garanzia statale

Nel 2026 il mutuo agevolato under 36 resta una delle opportunità più rilevanti per i giovani. La garanzia può arrivare all’80% dell’importo per chi rientra nelle categorie prioritarie e ha un ISEE inferiore a 40.000 euro, consentendo spesso di ottenere finanziamenti che coprono quasi interamente il valore dell’immobile, entro il limite massimo di 250.000 euro. Accanto ai giovani sotto i 36 anni rientrano tra i beneficiari anche giovani coppie, genitori single con figli minori e famiglie numerose con specifiche soglie ISEE.

Per accedere al Fondo, l’immobile deve trovarsi in Italia, essere destinato ad abitazione principale e non rientrare nelle categorie catastali di lusso. Il richiedente non deve essere proprietario di altre abitazioni, salvo quelle ricevute per successione. La domanda si presenta direttamente in banca, che inoltra la richiesta a Consap e comunica l’esito. La banca conserva comunque il diritto di valutare il merito creditizio.

Detrazione Irpef sugli interessi passivi del mutuo

Il secondo pilastro del bonus prima casa 2026 è la detrazione Irpef sugli interessi passivi del mutuo. Ogni anno è possibile detrarre il 19% degli interessi e degli oneri accessori pagati alla banca, fino a un massimo di 4.000 euro, con un risparmio fiscale che può arrivare a 760 euro. Nel primo anno rientrano anche spese notarili legate al mutuo, perizia, imposta sostitutiva e costi di istruttoria, sempre entro lo stesso tetto.

Per usufruire dell’agevolazione l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale, la residenza va trasferita entro dodici mesi e chi paga il mutuo deve essere anche proprietario dell’immobile. La detrazione si applica tramite la dichiarazione dei redditi, conservando la certificazione annuale della banca e la documentazione contrattuale.

Nel complesso, il bonus prima casa 2026 unisce sostegno immediato all’accesso al credito e vantaggi fiscali duraturi, rendendo l’acquisto della prima abitazione più sostenibile per giovani e famiglie.

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ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2026 10:42

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