Bonus ristrutturazione 2026, fino a 96.000 euro di spesa: come funziona davvero e chi può ottenerlo
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Direttore: Franco Ferraro

Bonus ristrutturazione 2026, fino a 96.000 euro di spesa: come funziona davvero e chi può ottenerlo

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Il bonus ristrutturazione non è un assegno da 98.000 euro ma una detrazione IRPEF fino a 48.000 euro su 96.000 di spesa.

Quando si parla di “bonus casa da 98.000 euro” si crea spesso un equivoco. Non esiste alcun bonifico immediato dallo Stato, né un assegno pronto da incassare. Il riferimento corretto è al bonus ristrutturazione, una detrazione IRPEF che consente di recuperare fino al 50% delle spese sostenute, entro un tetto massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.

La cifra di 98.000 euro circola spesso in modo impreciso. Il limite normativo effettivo è di 96.000 euro, su cui si calcola una detrazione massima di 48.000 euro, da suddividere in dieci rate annuali di pari importo. In pratica, il recupero massimo è di 4.800 euro all’anno per dieci anni.

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Mani che reggono banconote – newsmondo.it

Come funziona davvero il bonus ristrutturazione

Il meccanismo è semplice ma richiede attenzione. Si tratta di una detrazione fiscale che riduce l’imposta sul reddito dovuta. Questo significa che per beneficiare interamente dell’agevolazione occorre avere sufficiente capienza fiscale.

Facciamo un esempio concreto: se si spendono 80.000 euro per lavori ammessi, si ha diritto a una detrazione del 50%, quindi 40.000 euro totali. L’importo verrà recuperato in dieci anni, con 4.000 euro all’anno di riduzione dell’IRPEF.

Rientrano tra gli interventi ammessi la manutenzione straordinaria, la ristrutturazione edilizia, il restauro e il risanamento conservativo su immobili residenziali. Sono inclusi anche lavori di messa in sicurezza, rifacimento di impianti, sostituzione di infissi, ristrutturazione di bagni e cucine con modifica degli impianti, oltre a sistemi di sicurezza come gli impianti anti-intrusione. Sono detraibili anche le spese tecniche collegate, come progettazione, perizie e oneri comunali.

Chi può ottenere il bonus e cosa serve

La platea dei beneficiari è ampia. Possono accedere al bonus non solo i proprietari, ma anche nudi proprietari, usufruttuari, inquilini e comodatari, purché sostengano le spese e abbiano titolo sull’immobile. L’agevolazione vale per abitazioni principali e altri immobili residenziali.

Per non perdere il beneficio è fondamentale rispettare alcune regole formali. I pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico parlante specifico per ristrutturazioni, con causale corretta, codice fiscale del beneficiario e partita IVA o codice fiscale dell’impresa. Occorre inoltre conservare fatture e ricevute e indicare la spesa nella dichiarazione dei redditi.

A differenza del passato, la cessione del credito e lo sconto in fattura non sono più strumenti generalizzati: il recupero avviene prevalentemente in dichiarazione. Questo rende centrale la pianificazione fiscale prima di avviare i lavori.

Il cosiddetto “bonus da quasi 100.000 euro” non è un’erogazione immediata, ma una leva fiscale importante. Con una spesa massima di 96.000 euro si possono recuperare fino a 48.000 euro nel tempo, riducendo in modo significativo il costo effettivo della ristrutturazione, a patto di rispettare requisiti e procedure.

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ultimo aggiornamento: 17 Febbraio 2026 13:13

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