Borgonzoni alla Cultura, nel 2018 dichiarava a Un giorno da pecora: “L’ultima cosa che ho riletto per svago è Il castello di Kafka, tre anni fa”.

Pubblicata la lista dei sottosegretari e completata la squadra del governo Draghi, la stampa si è scatenata riportando alla luce alcune dichiarazioni quantomeno scomode. Come ad esempio quelle della Borgonzoni, che nel 2018 aveva fatto sapere di aver letto l’ultimo libro solo nel 2015. E oggi è alla Cultura.

Borgonzoni alla Cultura, nel 2018 diceva: “L’ultima cosa che ho letto risale a tre anni fa”

“L’ultima cosa che ho riletto per svago è Il castello di Kafka, tre anni fa”, aveva dichiarato la Lucia Borgonzoni nel 2018 ai microfoni di Un giorno da Pecora. Non il massimo alla luce del suo incarico come sottosegretaria alla Cultura.

La rete ovviamente non perdona e le dichiarazioni di Lucia Borgonzoni hanno fatto il giro della rete subito la pubblicazione della lista dei sottosegretari.

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Gli altri casi venuti alla ribalta

Il caso della Borgonzoni forse è il più eclatante ma non l’unico venuto alla ribalta in queste ore. Basti pensare a quando Sibilia, che ora si trova all’Interno, diede a Draghi del bankster, ossia del banchiere-gangster.

Una altro caso portato alla ribalta dalla stampa nostrana è quello di Rossano Sasso, che negli ultimi giorni aveva pubblicato sui social una citazione di Dante: “Chi si ferma è perduto, mille anni ogni minuto“. Il problema è che la citazione in questione non ha collegamenti diretti comprovati con Il Poeta, a meno che non si voglia considerare una fonte diretta un Topolino che vestiva i panni di Dante in un noto fumetto. Ed ovviamente questa non può essere considerata una fonte. Dopo anni di polemiche e incertezze, la questione si era conclusa con un nulla di fatto fino a quando la frase in questione non è stata portata alla ribalta da Matteo Salvini.


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