Borse 16 febbraio. Borse Ue deboli. Piazza Affari in rosso. Export in calo nel 2020, i numeri dell’Istat.

ROMA – Borse 16 febbraio. Mercati invertono la rotta nella metà seduta chiudendo in rosso. A pesare sui listini le restrizioni dovute alle varianti per evitare un nuovo aumento dei casi in tutto il mondo. Lo spread resta stabile, il bitcoin prosegue la sua corsa.

Brutte notizie arrivano dall’export. Secondo i numeri dell’Istat, riportate dall’Ansa, la contrazione complessiva del commercio estero è del 9,7%, peggior risultato dopo la caduta registrata nel 2009. In negativo anche l’import che ha registrato un crollo del 12,8%.

Borse 16 febbraio, Piazza Affari in rosso

Una giornata molto complicata per i mercati. Il rischio di nuove restrizioni per le varianti hanno portato i listini in rosso. L’unica ad aver chiuso in parità è stata Parigi. Male anche Londra (-0,11%) e Francoforte (-0,32%). Maglia nera della seconda seduta della settimana Milano con un rosso dello 0,69%.

La giornata dei mercati era stata aperta con l’andamento positivo dei mercati asiatici. In attesa di Shanghai (ancora chiuso per Capodanno), Hong Kong ha segnato un rialzo dell’1,84%. Bene anche Tokyo (+1,28%), mentre Seul ha registrato una crescita dello 0,52%. Chiusura contrastata, invece, per Wall Street. Il Dow Jones ha avuto un rialzo dello 0,20%, il Nasdaq ha perso lo 0,34%.

Wall Street
Wall Street

I mercati in tempo reale

Spread stabile

Prosegue l’andamento stabile dello spread. Le prime tensioni all’interno del governo guidato da Mario Draghi hanno rallentato la discesa della curva. Chiusura del differenziale in area 90 punti, con il decennale che è risalito allo 0,562%, dopo essere sceso nei giorni scorsi sotto la soglia dello 0,50%. Continua la corsa, invece, del bitcoin. La criptovaluta ha chiuso sopra i 50mila dollari (crescita del 72% da inizio anno). In leggero calo, invece, l’euro. La moneta europea è passata di mano a 1,2138 dollari e 218,09 yen.

Per quanto riguarda il petrolio, chiusura stabile per Wti e Brent sopra i 60 dollari al barile.


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