Brave, il celebre browser orientato alla privacy, lancia un proprio motore di ricerca alternativo, focalizzato su privacy e riservatezza

Google ormai è sinonimo di ricerca al punto che su Internet che è diventato un verbo. Ci sono altre aziende e alcuni browser che hanno sviluppato i propri motori di ricerca, ma nessuno di loro è stato davvero in grado di competere. La società dietro il browser Brave intende cambiare questo status quo, lanciando il motore di ricerca alternativo Brave Search.

Motore di ricerca alternativo di Brave

Il browser Brave ha una certa fama e alcuni di noi potrebbero conoscerlo. È noto per aver sempre messo la privacy dei suoi utenti al primo posto. Secondo alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa, molto probabilmente manterrà la stessa attenzione anche nel motore di ricerca.

motore di ricerca alternativo brave
Fonte foto: brave.com

Il lancio arriva in un momento storico particolare, in cui anche Google ha dichiarato di voler abbandonare la sua pratica di tracciare i dati degli utenti. Sempre in questo periodo, Apple sta imponendo la trasparenza sulle App. Le App presenti nello store ufficiale Appl devono dichiarare quali dati usano e per quale scopo.

Solo due anni dopo il debutto del browser, Brave sta cercando di espandersi. L’azienda è stata fondata da Brendan Eich, un ex dirigente di Mozilla. La scelta di creare alternative più attente alla privacy al celeberrimo motore di ricerca può sembrare strano ma altri progetti simili, come il più famoso DuckDuckGo, crescono in modo lento ma costante, arrivando a segnare qualche punto percentuale nelle ricerche globali. Un dato comunque interessante, se consideriamo la enorme mole di ricerche che vengono fatte ogni giorno.

Una strada quasi in discesa

Sempre secondo il fondatore, Brave Search ha già una lista d’attesa per il suo lancio nella prima metà del 2021 e giura di non tracciare o profilare gli utenti. “Brave ha già un modello di utenza basato sull’anonimato senza alcuna raccolta di dati“, si vanta il fondatore di Brave.

Il motore di ricerca farà lo stesso – gli indirizzi IP non saranno raccolti. Al momento l’azienda sta esplorando un modello di business di motore di ricerca a pagamento senza annunci e uno gratuito supportato da annunci.

Si tratta di un mercato difficile da penetrare, però, come altri hanno scoperto. Google, con una quota di utenti del 92%, ha avuto alcuni decenni per costruire il suo modello che include tutti i siti web e li classifica. Bing di Microsoft è il secondo motore di ricerca principale con solo il 2,7% di quota di mercato.

Come funzionerà Brave Search

Eich spiega che Brave Search non partirà da zero nell’indicizzare tutti i siti web, ma non userà nemmeno gli indici di altri motori di ricerca. Brave ha acquistato Tailcat, un motore di ricerca tedesco definito un Open Search Engine. Per il progetto di Brave Search verranno usate le tecnologie e il database di quest’ultimo.

Il fondatore ammette prontamente che l’indice non sarà profondo come quello di Google, almeno nella fase iniziale, ma pensa che comprenderà i siti che gli utenti stanno cercando. “È il web che interessa agli utenti”, dice Eich. “Non c’è bisogno di scansionare l’intero web in tempo quasi reale come fa Google”.

Inoltre, Brave Search utilizzerà dei filtri chiamati Goggles. Questi permetteranno agli utenti di creare la propria lista di fonti da scansionare per i risultati. I filtri potrebbero includere specifici tipi di siti o media.

Non solo Brave

Il mercato dei motori di ricerca potrebbe farsi affollato in futuro. Si dice che Apple stia costruendo il proprio motore di ricerca, e gli ex ingegneri di Google che hanno costruito Neeva hanno intenzione di realizzare un motore di ricerca a pagamento, con un modello di business completamente nuovo. Anche se è improbabile che qualcuno di questi possa rovesciare Google e detronizzarlo a breve, come dice un vecchio adagio ogni albero fa ombra. Apple ha probabilmente la migliore possibilità, dal momento che sembrerebbe voler proporre il suo motore di ricerca come quello predefinito per Safari (e quindi, indirettamente, per tutti i suoi dispositivi, iPhone compresi).


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