Secondo i consulenti della Procura di Brescia, la bambina, morta lo scorso aprile, avrebbe potuto essere salvata da un “comune antibatterico”.

Nicole poteva salvarsi. La bimba di soli quattro anni morta a Brescia lo scorso aprile agli Spedali civili in seguito a un’infezione derivante da un’otite, avrebbe potuto essere salvata attraverso la somministrazione di un “comune antibatterico”.

È quanto rilevato dai consulenti della Procura della città lombarda in una relazione anticipata da Il Giorno. Già negli scorsi mesi erano stati iscritti nel registro degli indagati i medici che avevano avuto a che fare con il caso clinico in questione. Si tratta di quindici professionisti della sanità, dalla pediatra di famiglia a quelli dell’ospedale di Manerbio, della Clinica Poliambulanza e degli Spedali Civili.

Nel 2021 la pediatra è stata condannata a due anni per omicidio colposo.

Brescia, la bimba di 4 anni morta per otite poteva essere salvata

Secondo la Procura, responsabilità gravi apparterrebbero alla pediatra, la cui condotta è stata definita “superficiale e poco accorta”. I consulenti della Procura avrebbero infatti spiegato che la persistente sintomatologia avrebbe dovuto essere combattuta con una cura antibiotica e con una visita otorinolaringoiatrica approfondita.

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Nella loro relazione, i consulenti della Procura hanno specificato: “L’eventuale somministrazione per via orale di un comune antibatterico avrebbe implicato un repentino abbattimento della carica batterica e una ripresa clinica. La sua condotta ha determinato uno sproporzionato ritardo diagnostico terapeutico, il quale abbatteva pesantemente le probabilità di sopravvivenza della bambina“. Responsabilità evidenti anche per gli altri medici coinvolti, che avrebbero svolto approfondimenti ma in maniera “inadeguata e negligente”.

Pediatra condannata a due anni

Nel 2021 è arrivata la condanna a due anni per la pediatra. “Nessuno mi ridarà indietro mia figlia, ma con questa sentenza otteniamo almeno un po’ di giustizia per quanto è accaduto”, ha commentato il padre della bambina come riferito dall’Ansa.


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