Il primo ministro inglese, Theresa May, è rientrata a Londra dopo il negoziato sulla Brexit a Bruxelles. Il capo dell’Esecutivo ha “ammonito” il Parlamento in caso di voto contrario.

LONDRA – Theresa May è rientrata in Inghilterra dopo aver concluso con l’Unione Europea un accordo sulla cosiddetta Brexit, ossia il divorzio tra il Regno Unito e l’Europa. Il premier britannico, nell’aula del Parlamento, ha dichiarato: “Se il Parlamento britannico tentasse di fermare la Brexit sarebbe un tradimento della fiducia di quegli elettori a cui le stesse Camere avevano affidato la decisione sull’uscita dall’Ue con il referendum del 2016“. La May ha quindi posto la sfida di ratificare l’accordo in nome dell’interesse personale.

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Theresa May
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L’accordo con Bruxelles

Il documento di intesa è stato ratificato dalla May a Bruxelles. La Commissione Europea ha dato il via libera al documento che prevede l’uscita del Regno Unito dall’UE. La parola ora passa agli Stati membri che nei prossimi giorni dovranno approvare il testo: lunedì 26 novembre il testo sarà dunque presentato al Consiglio Europeo, anche se ancora alcuni dettagli devono essere definiti. Secondo le ultime indiscrezioni non ci dovrebbero essere particolari problemi in questo senso con gli altri Stati membri che dovrebbero ratificare l’accordo.

Il passaggio ai Comuni

Il percorso della Brexit avrà tappa decisiva alla Camera dei Comuni: il Parlamento britannico si dovrebbe riunire intorno al 6 dicembre e la maggioranza per la May non sembra esserci. Gli euroscettici sono convinti che lì avverrà il primo passo falso dell’inquilina del numero 10 di Downing Street. In caso di bocciatura dell’accordo sulla Brexit, le opposizioni sarebbero pronte a chiedere la sfiducia del leader conservatore con il rischio di elezioni anticipate dietro l’angolo.


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