Bruno N’Gotty: da meteora a eroe per un giorno

La parabola rossonera del difensore francese, famoso per un autogol nel derby e per uno dei gol scudetto del ’98-’99.

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Bruno N’Gotty Milan – “Amici, voi che siete seduti sulle vostre comode poltrone, alzatevi, che sento che questo è un momento devisivo per il campionato“. Così si esprimeva Carlo Pellegatti poco prima della punizione che avrebbe di fatto sancito lo scudetto per il Milan di Alberto Zaccheroni nel 1998-1999. Si era al Dall’Ara di Bologna, contro i rossoblù di Beppe Signori. Una punizione dal limite dell’area in pieno recupero poteva cambiare le sorti della stagione. Sul pallone andò un difensore entrato da pochi minuti al posto di Massimo Ambrosini, destinato a entrare nella leggenda rossonera: Bruno N’Gotty.

Bruno N’Gotty Milan: eroe per un giorno

Gli inizi e i successi francesi. Difensore francese, nato a Lione ma di origini camerunensi, Bruno N’Gotty comiciò la propria carriera all’Olympique Lione, dove giocò per otto stagioni collezionando ben 237 presenze in Ligue 1 e 13 reti all’attivo. Nella sua parentesi al Lione, però, non riuscì a sollevare trofei. Passò quindi nel 1995 al Paris Saint-Germain che, prima dell’avvento della proprietà qatariota, era una delle big di Francia ma poco avvezza ai trionfi. Tuttavia, con la squadra parigina vinse la Coppa delle Coppe al primo colpo, risultando decisivo con un gol nella finale contro il Rapid Vienna. L’anno dopo rischiò di bissare il successo, uscendo però sconfitto dall’atto conclusivo della manifestazione. All’interno dei confini vinse una Coppa di Francia e una Coppa di Lega nel 1997/98. Poi, venne ceduto al Milan.

L’avventura rossonera. Arrivato al Milan dopo le buone stagioni al Psg, non riuscì a esprimersi fin da subito secondo le proprie possibilità. Venne schierato raramente dal primo minuto, tuttavia alla prima stagione al Milan riuscì subito a centrare lo scudetto, risultando decisivo. Non tanto per il clamoroso autogol nel derby, motivo di grandi sfottò da parte dei cugini nerazzurri. Quanto invece quel quello che si rivelerà essere il vero gol scudetto. Al Dall’Ara di Bologna andava in scena la sfida tra i rossoblù e la squadra di Zac. Due volte i padroni di casa, con Beppe Signori, erano riusciti a trovare il vantaggio, due volte si erano fatti rimontare, prima da Guglieminpietro, poi da un’autorete di Mangone. Nel corso della ripresa, N’Gotty venne gettato nella mischia al posto di Ambrosini. Al 93′ il Milan guadagnò una punizione dal limite dell’area, in zona centrale. Sul pallone andò proprio il difensore francese, tra la meraviglia del pubblico. La tensione era altissima, ma N’Gotty si rivelò freddo come il marmo: rasoiata di destro, precisa più che potente, e portiere battuto. Il Milan guadagnò così tre punti avvicineranno uno degli scudetti meno sicuri della propria storia. Dopo successive stagioni con poche apparizioni, l’eroe per un giorno fu ceduto in prestito al Venezia, per poi essere dirottato definitivamente all’Olympique Marsiglia nell’estate del 2000. Dopo una parentesi in Inghilterra, al Bolto prima, poi al Birmingham, al Leicester all’Hereford United, tornò in Francia per dedicarsi al calcio amatoriale. Quindi, si ritirò definitivamente dal calcio giocato nel 2015, iniziando la propria carriera di allenatore. Una meteora, nulla più, nella gloriosa storia del Milan. Tuttavia, una meteora capace di imprimere un segno forte della propria presenza, forse anche più di talenti più limpidi ma risultati meno decisivi ai fini del risultato finale.