Il 18 luglio 1994, a Buenos Aires, un ordigno contro gli uffici di un’associazione ebraica provoca una strage. Un mistero mai risolto.

Buenos Aires come Beirut. Un violento ordigno devasta la capitale argentina. Era il 18 luglio 1994, alle 9.53, quando un furgone carico di tritolo esplode nel parcheggio seminterrato dell’edificio ospitante gli uffici dell’Associazione Mutualità Israelita Argentina (AMIA) e della Delegazione delle associazioni israelite argentine. L’edificio crollò causando 85 vittime e oltre 200 feriti.

Strage contro gli ebrei

L’attentato di Buenos Aires del 1994 è stato il più feroce di sempre contro la comunità ebraica argentina, la più numerosa di tutta l’America Latina. Due anni prima, un attentato contro l’Ambasciata d’Israele nella capitale argentina, aveva fatto 29 morti e 242 feriti.

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Coinvolgimento di Iran e Hezbollah?

Le indagini sono apparse fin dal principio molto complicate, con possibili insabbiamenti da parte delle autorità. Nel 2005 la procura di Buenos Aires accusò il governo iraniano di essere mandante e organizzatore dell’atto criminale, come rappresaglia per la decisione argentina di sospendere un accordo di trasferimento di tecnologia atomica, e Hezbollah di esserne stato l’esecutore materiale.

Mistero sulla morte del magistrato Nisman

L’attentato di Buenos Aires è tuttora irrisolto. Il gennaio 2015, Alberto Nisman è stato trovato morto nel bagno del suo appartamento con un colpo di pistola alla testa. Nei giorni precedenti, il magistrato aveva accusato il presidente Kirchner di aver cospirato per insabbiare un’indagine riguardante il presunto coinvolgimento dell’Iran nella strage del 1994.


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