Situazione politica incandescente in Tunisia. Dopo le proteste contro il Governo, il presidente della Repubblica Saied ha deciso di congelare il Parlamento e di rimuovere il primo ministro.

E’ caos in Tunisia, tra proteste di piazza e scontro istituzionale. A farne le spese Governo e Parlamento.

Tunisia, proteste in piazza

Nella giornata di ieri, 64mo anniversario della proclamazione della Repubblica tunisina, migliaia di cittadini avevano marciato in diverse città. Le proteste hanno avuto nel mirino i fallimenti del governo, il sistema e la malagestione della pandemia. Nella capitale, centinaia di manifestanti si erano radunati davanti al parlamento, gridando slogan contro il partito islamico Ennahdha e il premier Mechichi, con la folla a chiedere a gran voce lo “scioglimento del parlamento”.

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Via il premier, Parlamento congelato

A stretto giro di posta, il presidente della Repubblica ha deciso di attuare l’articolo 80 della Costituzione: il primo ministro Mechichi è stato licenziato mentre i lavori del Parlamento sono congelati per 30 giorni. Subito dopo l’annuncio di Saied, a seguito di una riunione di emergenza a Cartagine con i vertici della sicurezza e dell’esercito, molti cittadini si sono riversati nelle strade suonando i clacson delle automobili in segno di giubilo.

Le parole di Kais Saied

La Costituzione non consente lo scioglimento del parlamento, ma permette la sospensione dei suoi lavori“, ha affermato il presidente, citando l’articolo 80 che consente tale misura in caso di “pericolo imminente“.


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