Caos dopo le dimissioni di Renzi, le ipotesi per il futuro

Renzi rassegna le dimissioni dopo la sconfitta al referendum, ecco cosa potrebbe succedere nell’immediato futuro per colmare il vuoto di potere

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Il popolo ha parlato in modo irrevocabile. Ha parlato in modo chiaro e netto, è stata una festa della democrazia. Le percentuali di affluenza sono state superiori a tutte le attese. È stata una festa che si è svolta in un contesto con qualche polemica di troppo ma un contesto dove tanti cittadini si sono avvicinati alla Carta costituzionale, al manuale delle regole del gioco. Sono dunque fiero dell’opportunità che il Parlamento ha dato ai cittadini di esprimersi nel merito della riforma. Viva l’Italia che partecipa, che decide, viva l’Italia che crede nella politica. Il No ha vinto in modo netto. Ai leader del fronte del No le mie congratulazioni e l’augurio di buon lavoro nell’interesse del Paese. Questo voto consegna a questi leader oneri o onori. A chi ha vinto tocca avanzare proposte serie e credibili circa la legge elettorale. Ai colleghi del Sì vorrei consegnare un abbraccio forte. Abbiamo dato agli italiani un’occasione per il cambiamento ma non ce l’abbiamo fatta. Mi assumo tutte le responsabilità per la sconfitta, e dico agli amici del Sì che ho perso io, non voi. Fare politica andando contro qualcuno è più facile, fare politica per fare qualcosa è più difficile ma è più bello. Nella politica italiana non perde mai nessuno, dopo ogni elezioni non cambia niente, io invece ho perso. Sono diverso. Io credo nella democrazia, e per questo quando uno perde non può fare finta di niente aspettando che passi la nottata. La democrazia italiana di oggi si basa su un sistema parlamentare. Non siamo stati convincenti nella riforma ma andiamo a casa soddisfatti. L’esperienza del mio governo finisce qui. La poltrona che salta è la mia. Ringrazierò i colleghi per la straordinaria avventura e consegnerò al Presidente Mattarella le mie dimissioni”.Con queste parole l’ex premier Matteo Renzi ha comunicato pubblicamente la decisione di rassegnare le proprie dimissioni. Ecco allora alcune delle possibili ipotesi circa la formazione del nuovo governo chiamato colmare il vuoto di potere.

Matteo Renzi
Matteo Renzi

Scioglimento delle Camere ed elezioni immediate

È questa la proposta dei maggiori appartenenti al fronte del No tra cui il Movimento Cinque Stelle. Cinque giorni per la modifica della legge elettorale, è la proposta, e poi subito spazio alle elezioni. “Gli italiani devono essere chiamati al voto al più presto. La cosa più veloce, realistica e concreta per andare subito al voto è andarci con una legge che c’è già: l’Italicum – recita il messaggio scritto sul blog di Beppe Grillo – Abbiamo sempre criticato questa legge, ma questi partiti farebbero di peggio e ci metterebbero anni legittimando l’insediamento di un governo tecnico alla Monti. Per quanto riguarda il Senato, proponiamo di applicare dei correttivi per la governabilità alla legge che c’è già: il Consultellum. Ci vogliono cinque giornate di lavoro. La nostra proposta a tutti è di iniziare a lavorarci domani e avere la nuova legge elettorale in settimana. Non si può bloccare il Parlamento discutendo una nuova legge elettorale. Si deve votare il prima possibile“.

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Renzi bis

Non è da scartare l’ipotesi che, nonostante le dimissioni rassegnate in pubblica piazza, il premier uscente (?) potrebbe accettare nuovamente l’investitura da parte del presidente Mattarella. Via questa che sembra poco probabile ma non impossibile da intraprendere.

Governo tecnico

C’è inoltre chi parla di un governo tecnico affidato a una figura di alto profilo – è stato fatto il nome di Draghi -, ipotesi questa di difficile attuazione in quanto richiederebbe una maggioranza diversa da quella attuale che il referendum ha mostrato essere poco coesa.

Grasso o Padoan

Con la maggioranza politica destinata – pare – a rimanere invariata, il governo potrebbe passare nelle mani di Pietro Grasso, al quale spetterebbe il compito di regalare al Paese una nuova legge elettorale e guidarlo fino alle elezioni del 2017. In corsa anche Padoan, uomo tecnico vicino a Renzi, il quale potrebbe rimanere al governo fino a fine legislatura (2018) con il compito primario di affrontare, e possibilmente risolvere, i problemi legati all’economia.