Capi ultrà della Juventus arrestati per associazione a delinquere

Associazione a delinquere ed estorsione, arrestati 12 capi ultrà della Juventus

Maxi blitz delle forze dell’ordine, arrestati dodici capi ultrà della Juventus. Le accuse sono quelle di associazione a delinquere ed estorsione aggravata.

Dodici capi ultrà della Juventus sono stati arrestati dagli uomini delle forze dell’Ordine con le accuse di associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata.

Associazione a delinquere, estorsione e violenza: arrestati 12 capi ultrà della Juventus

L’operazione last banner si inserisce nel corso di un’indagine condotta dalla Procura di Torino. Le dodici persone arrestate sono i capi e le principali personalità all’interno della curva bianconera, il cuore del tifo organizzato.

Spiccano tra gli arrestati i nomi di Dino Mocciola, già noto alla giustizia per avere ucciso un carabiniere durante un tentativo di rapina, Salvatore Cava e Beppe Franzo.

I capi ultrà juventini sono accusati di aver stretto un accordo per controllo del potere e di aver esercitato la propria posizione per ricattare e minacciare i dirigenti della Juventus allo scopo di ottenere un numero di biglietti maggiore a quello consentito. In questo modo parte del tifo organizzato bianconero metteva le mani anche sul circuito illegale del bagarinaggio.

I tagliandi venivano recuperati dai capi anche in diverse ricevitorie compiacenti, finite nel mirino degli inquirenti.

Carabinieri
Carabinieri

Le indagini degli inquirenti

Oltre alle dodici misure cautelari le Polizia ha proceduto con diverse perquisizioni. La Procura e la Digos indagano sui legami, le infiltrazioni e le attività della criminalità organizzata.

Tra le accuse mosse dagli inquirenti anche quella secondo cui i capi del tifo organizzato bianconero avessero stipulato un accordo per mantenere il controllo della Curva. A tale scopo i capi avevano costruito una vera e propria associazione a delinquere. La rete si muoveva anche e soprattutto con tentativi di estorsione ai danni dei dirigenti della Juventus. Non a caso le indagini sono iniziate dalla denuncia della società boanconera. Lo scopo dei capi ultrà era quello di ottenere i biglietti da rimettere in nero sul mercato controllando il sistema del bagarinaggio.

Il lavoro degli investigatori è iniziato dopo che la Juventus aveva denunciato di essere sotto ricatto degli ultrà per la cessione dei biglietti. Il club, dopo la scoperta della presenza di uomini della ndrangheta nella Curva, aveva deciso di prendere, per quanto possibile, le distanze dal tifo organizzato, una decisione che ha portato a un vero e proprio scontro.

ultimo aggiornamento: 16-09-2019

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