Dalla telefonata alle forze dell’ordine alla caccia all’uomo per arrivare alla confessione. Cosa è successo nella tragica giornata del carabiniere accoltellato e ucciso a Roma?

L’episodio del carabiniere ucciso a Roma ha creato un clamore mediatico sin dalle prime ore della mattina, quando le agenzie di stampa hanno battuto la notizia di un miliare dell’Arma dei Carabinieri morto in zona Vaticano dopo essere stato accoltellato. Probabilmente da due borseggiatori africani.

L’indiscrezione sarebbe poi stata smentita nella sera dello stesso 26 luglio, quando a confessare per l’omicidio sarebbe stato un cittadino americano. Cosa è successo in quelle ventiquattro ore che hanno portato alla morte del vice brigadiere Cerciello Rega.

Lo spaccio di droga e il furto

Secondo la ricostruzione dei fatti più fedele alla vicenda, tutto è nato nel cuore di Roma, dove due americani in cerca di sballo hanno acquistato una dose di droga da uno spacciatore che gli ha rifilato una pasticca di aspirina, Pagata cento euro. I due si sono accorti della truffa, hanno rintracciato il pusher e lo hanno derubato, probabilmente per riprendersi i soldi, forse anche nella speranza di trovare qualche dose di droga.

Il cavallo di ritorno

A quel punto scata quello che i Carabinieri chiamano il cavallo di ritorno. I due si mettono nuovamente in contatto con lo spacciatore e gli propongono un incontro per lo scambio: cento euro per riavere il telefono cellulare e il borsello. L’appuntamento è davanti alla banca di via Cossa.

Carabinieri
Fonte foto: https://www.facebook.com/carabinieri.it

Il mistero

Poi si arriva all’unica ma decisamente grande zona d’ombra di tutta la vicenda. Lo spacciatore, dove aver accettato di incontrarsi con i suoi rapinatori. contatta i carabinieri informandoli dello scambio e chiedendogli di presentarsi all’appuntamento.

Carabinieri
Fonte foto: https://www.facebook.com/carabinieri.it

Carabiniere ucciso a Roma, cosa è successo

I carabinieri si presentano in via Cossa nell’ora indicata. Sono in borghese, per non far saltare lo scambio e per evitare di essere riconosciuti. C’è anche Mario Cerciello Rega.

Ma ci sono anche i due americani, appostati probabilmente da tempo per accertarsi che lo spacciatore non andasse accompagnato al luogo dello scambio. Invece gli statunitensi fiutano il pericolo, si scatena una violenta colluttazione che porta alla tragica morte per uccisione del vice brigadiere Rega, raggiunto da otto coltellate.

Mario Cerciello Rega
fonte foto https://twitter.com/carlosibilia

I punti ancora da chiarire

Oltre alla insolita richiesta di aiuto dello spacciatore ai carabinieri, resta da chiarire come mai in un primo momento siano stati fermati tre marocchini e un tunisino, tutti e quattro portati in caserma per essere ascoltati dagli inquirenti.

Secondo alcuni, ritenendo impossibile che lo spacciatore possa aver allertato i carabinieri, la telefonata potrebbe essere stata fatta da uno dei americani. Magari spaventati dal fatto di essersi inimicato uno spacciatore potente e temendo ripercussioni i due hanno cercato protezione nelle autorità. Ma perché poi accoltellare uno dei carabinieri?

Il terzo nodo riguarda le auto civetta dei Carabinieri. Operazioni come quella di Rega vengono sempre supportate da due automobili in incognito pronte ad intervenire. Sembra che non siano arrivate in tempo.


Chi era Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma

Adam e Ramy sono cittadini italiani