Per fare fronte al caro energia riguardante l’Italia, si ipotizza l’attivazione della clausola di salvaguardia.
Il bonus bollette 2026, potrebbe non rivelarsi pienamente sufficiente per fare fronte al caro energia. Per questo motivo, come riporta Sky Tg 24, una delle ipotesi principali per contrastare l’impennata dei prezzi è quella di concedere la clausola di salvaguardia.
Si tratterebbe sostanzialmente di un’estensione concessa per la difesa. Il suo debutto in ambito europeo risale alla fine del 2023, quando venne raggiunta l’intesa tra i Paesi partecipanti sul patto di stabilità, in seguito alla sua sospensione causa pandemia.

Caro energia: ipotesi clausola di salvaguardia
La clausola di salvaguardia, come anticipato sopra, è stata attivata per la prima volta nel 2023 dopo la sua sospensione in piena emergenza pandemica. A sbloccarla era stata in particolare l’intesa raggiunta tra la Germania e la Commissione europea.
L’originaria prima versione di questa clausola, scritta da Gentiloni e Dombrovsiks, prevedeva per principio dei paletti meno rigidi. Tuttavia, di fronte all’emergenza di quel periodo e ad un rischio di ritorno al pre-pandemia, gli Stati membri (Italia compresa) hanno accettato la soluzione tedesca.
Nel marzo del 2020, la clausola di salvaguardia in questione altro non era che un provvedimento generale. Esteso e concesso perciò a tutti gli Stati impegnati a fronteggiare la situazione originata dalla pandemia. Ciò, era possibile attingendo dalle risorse pubbliche messe a disposizione.
All’atto pratico, questa clausola permette ad uno Stato membro di richiedere una deviazione temporanea degli impegni di spesa. Tuttavia, lo scostamento non dovrà compromettere la sostenibilità del bilancio nel medio termine. Motivo per cui dovrà essere una deviazione temporanea, appunto.
Come richiedere la clausola
L’iter da seguire per la richiesta di questa clausola, prevede l’esaminazione della richiesta di deroga temporanea da parte della Commissione. Successivamente, in caso di approvazione, la suddetta richiesta verrà inoltrata al Consiglio.
In caso di persistenza delle condizioni eccezionali previste dall’attivazione della clausola, quest’ultima potrà essere prorogata. In questo caso, come sottolineato anche da Giorgetti, fronteggiare il caro energia dovrà implicare anche scendere sotto il 3% nel rapporto tra deficit e Pil.