Tra il 1984 e il 1985 un gruppo criminale sequestrò il presidente della Glico, ricattò grandi aziende alimentari e mise dolci al cianuro nei supermercati giapponesi. Nessuno fu mai arrestato.
Il 18 marzo 1984, il presidente della Ezaki Glico, Katsuhisa Ezaki, venne rapito dalla propria casa di Nishinomiya da uomini armati e mascherati. I sequestratori chiesero un miliardo di yen e 100 chilogrammi d’oro. Tre giorni dopo Ezaki riuscì però a fuggire dal magazzino nel quale era tenuto prigioniero. Era soltanto l’inizio di uno dei più enigmatici casi criminali della storia moderna del Giappone.

Dal rapimento alle lettere del “Mostro dalle 21 facce”
Dopo la fuga di Ezaki, gli autori continuarono a colpire la Glico: incendiarono veicoli aziendali e inviarono lettere di minaccia. Dal maggio 1984 iniziarono a firmarsi “Kaijin 21 Mensō”, comunemente tradotto come “Mostro dalle 21 facce”.
Nelle lettere, spedite anche ai giornali, il gruppo provocava apertamente la polizia e minacciava di contaminare i prodotti Glico con cianuro. L’azienda fu costretta a ritirare temporaneamente prodotti dai negozi.
Il 26 giugno arrivò una curiosa dichiarazione: i criminali affermavano di essersi stancati e di “perdonare” Glico. Poco dopo, però, iniziarono a ricattare altre aziende, tra cui Morinaga, Marudai Ham e House Foods.
Nell’ottobre 1984 la minaccia divenne reale.
I dolci al cianuro e un’indagine da 1,3 milioni di agenti
In diversi supermercati furono trovate confezioni di prodotti Morinaga contaminate con cianuro di sodio. Sui pacchetti erano state applicate etichette che avvertivano chiaramente: il contenuto era avvelenato e mangiarlo poteva provocare la morte.
Tra ottobre 1984 e febbraio 1985 furono individuati 21 prodotti contaminati. Fortunatamente nessuno li ingerì e non ci furono vittime.
La polizia arrivò vicino ad alcuni sospettati. Divenne celebre il cosiddetto “uomo dagli occhi di volpe”, notato da un investigatore durante una tentata consegna di denaro, ma mai identificato. Anche una telecamera di un supermercato riprese un uomo sospetto vicino ai prodotti avvelenati, senza permettere di risalire alla sua identità.
L’operazione investigativa raggiunse dimensioni eccezionali: secondo la National Police Agency furono complessivamente mobilitati circa 1,3 milioni di agenti, raccolte oltre 28.000 segnalazioni e interrogate circa 125.000 persone.
Nessun componente del gruppo venne arrestato. Nel febbraio 2000, anche gli ultimi reati collegati alla vicenda raggiunsero la prescrizione. Il caso Glico-Morinaga rimane quindi ufficialmente irrisolto e l’identità del “Mostro dalle 21 facce” non è mai stata accertata.