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Caso Hello Kitty: il delitto di Fan Man-yee che sconvolse tutti
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Caso Hello Kitty: il delitto di Fan Man-yee che sconvolse Hong Kong

bambola giocattolo di una bambina

Il caso Hello Kitty riguarda l’omicidio di Fan Man-yee, 23 anni, uccisa a Hong Kong nel 1999 dopo settimane di prigionia e sevizie. È ancora oggi uno dei delitti più scioccanti.

Ci sono casi che restano impressi non solo per la ferocia, ma perché finiscono per diventare il simbolo di un’intera epoca criminale. Quello passato alla storia come il “caso Hello Kitty” è uno di questi. La vittima era Fan Man-yee, una giovane donna di 23 anni uccisa a Hong Kong nella primavera del 1999. Il suo nome è rimasto legato a uno dei delitti più sconvolgenti mai emersi nella città, soprattutto per il modo in cui il corpo venne nascosto e per la brutalità che emerse durante il processo.

Caso Hello Kitty: chi era Fan Man-yee e cosa accadde nell’appartamento di Tsim Sha Tsui

Secondo le ricostruzioni processuali, Fan Man-yee venne rapita il 17 marzo 1999 e portata in un appartamento di Granville Road, a Tsim Sha Tsui, dove fu tenuta prigioniera per settimane. In quel luogo subì violenze continue da parte di tre uomini, con la presenza anche di una ragazza minorenne che poi avrebbe testimoniato. La giovane morì tra il 14 e il 15 aprile 1999, al termine di una prigionia segnata da torture e sevizie.

Scena del crimine nastro polizia
Scena del crimine nastro polizia – newsmondo.it

I dettagli della morte resero il caso ancora più scioccante. Dopo il decesso, il corpo di Fan Man-yee venne smembrato, e parte dei resti fu recuperata in sacchi nell’appartamento. Il particolare che diede il nome al caso fu il ritrovamento del cranio nascosto dentro una bambola Hello Kitty. Proprio questa immagine, insieme alla violenza emersa dagli atti, trasformò il delitto in uno dei più noti della cronaca nera di Hong Kong.

Il processo e perché il caso è rimasto così famoso

Nel 2000, al termine del processo, i tre imputati principali furono riconosciuti colpevoli di omicidio preterintenzionale o comunque non qualificato come omicidio volontario nella forma più grave prevista dall’accusa, oltre che di sequestro e occultamento di cadavere. La giuria ritenne infatti che i resti non fossero sufficienti a stabilire con certezza la causa esatta della morte o l’intenzione omicida nel senso richiesto per una condanna per omicidio volontario, ma concluse comunque che Fan Man-yee fosse morta a causa delle violenze subite.

È anche per questo che il caso Hello Kitty continua ancora oggi a far parlare. Non c’è solo la ferocia del delitto, ma anche tutto quello che la vicenda ha rappresentato per Hong Kong: la vulnerabilità delle persone più fragili e una storia processuale che ha lasciato nell’opinione pubblica la sensazione di trovarsi davanti a uno dei casi più disturbanti mai arrivati in tribunale. A distanza di anni, il nome di Fan Man-yee resta ancora inseparabile da quel delitto.

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ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2026 9:51

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