Il pm Zucca sul caso Regeni: "Come facciamo a chiedere all'Egitto..."

Caso Regeni, il pm Zucca: “I torturatori del G8 a capo della Polizia”

Il pm Zucca, giudice del processo “Diaz” relativo ai fatti del G8 di Genova, ha rilasciato una dichiarazione legata al caso Regeni destinata a scatenare polemiche: “Chiedere i torturatori all’Egitto? I nostri sono ai vertici della Polizia…”.

GENOVA – “I nostri torturatori sono ai vertici della polizia, come possiamo chiedere all’Egitto di consegnarci i loro torturatori? Lo sforzo che chiediamo a un Paese dittatoriale è uno sforzo che abbiamo dimostrato di non saper fare“. Così ha detto il pm Zucca a un incontro sul caso Regeni. Il sostituto procuratore della Corte di Appello è stato tra i giudici del processo “Diaz” svoltosi dopo il G8 del 2001. Le dichiarazioni del magistrato sono destinate a scatenare polemiche. Il ministero della Giustizia acquisirà tutti gli atti relativi alle dichiarazioni del pm Zucca per poi eventualmente proporre un’azione disciplinare.

Giulio Regeni
Giulio Regeni (foto: blick.ch)

I genitori del ricercatore italiano

Ho fiducia nella legge, negli avvocati bravi e nella stampa buona e abbiamo tanta solidarietà dai social. Ci aspettavamo di più da chi ci governa: dal 14 agosto quando il premier Gentiloni ci ha annunciato che l’ambasciatore tornava in Egitto, siamo stati abbandonati. Combattiamo per Giulio, ma anche per tutti quelli che possono trovarsi in situazioni simili a quelle che lui ha vissuto“. Queste le parole di Paola, la madre di Giulio Regeni. Il ricercatore italiano, in Egitto per svolgere una ricerca sui sindacati indipendenti, è stato ritrovato senza vita il 3 febbraio del 2016 dopo che il 25 gennaio era stato rapito.

“Siamo decisi ad andare avanti anche a piccoli passi. Combattiamo per Giulio ma anche per tutti quelli che possono trovarsi in situazioni simili a quelle che lui ha vissuto“, ha aggiunto il padre Claudio.

ultimo aggiornamento: 21-03-2018

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