La storia di Ruth Ellis, ultima donna impiccata nel Regno Unito nel 1955 per l’omicidio di David Blakely. Il processo, le violenze domestiche, la pena di morte e la grazia postuma del 2026.
Il 13 luglio 1955, nel carcere femminile di Holloway, a Londra, Ruth Ellis venne condannata a morte mediante impiccagione per aver assassinato il proprio compagno, il pilota automobilistico David Blakely. Aveva soltanto 28 anni e sarebbe passata alla storia come l’ultima donna giustiziata nel Regno Unito.
La vicenda provocò un’ondata di indignazione internazionale, alimentando il dibattito sull’abolizione della pena capitale. Per decenni, inoltre, i familiari sostennero che durante il processo non fosse stata adeguatamente considerata la violenza domestica subita dalla donna.
Dopo numerosi tentativi di ottenere una revisione giudiziaria, l’8 luglio 2026, oltre settant’anni dopo l’esecuzione, re Carlo III ha concesso a Ruth Ellis una grazia postuma condizionata, riconoscendo le eccezionali ingiustizie legate alla sua condanna a morte.

Ruth Ellis: l’omicidio di David Blakely e il processo del 1955
Nata il 9 ottobre 1926 a Rhyl, nel Galles, Ruth Ellis aveva lavorato come cameriera e modella, diventando successivamente direttrice di un locale notturno londinese.
Era madre di due figli quando iniziò una relazione con David Blakely, un giovane pilota automobilistico appartenente a una famiglia benestante.
Il loro rapporto fu caratterizzato da frequenti litigi, gelosie e ripetuti episodi di violenza fisica e psicologica.
Secondo la documentazione successivamente esaminata dalla giustizia britannica, poche settimane prima del delitto Blakely aveva colpito Ruth allo stomaco mentre era incinta, provocandole un aborto spontaneo.
La sera del 10 aprile 1955, Ellis raggiunse il Magdala Pub di Hampstead, nel nord di Londra, dove si trovava il compagno.
Quando Blakely uscì dal locale, la donna gli sparò con un revolver. Esplose sei colpi, quattro dei quali raggiunsero l’uomo, uccidendolo.
Ruth venne immediatamente arrestata e non negò di aver sparato.
Il processo si svolse il 20 e 21 giugno 1955, davanti alla Central Criminal Court di Londra, conosciuta come Old Bailey.
Durante l’interrogatorio, alla domanda su quale fosse stata la sua intenzione quando aveva aperto il fuoco, Ruth ammise esplicitamente di aver voluto uccidere il compagno.
La giuria impiegò circa venti minuti per dichiararla colpevole di omicidio.
Secondo la legislazione britannica dell’epoca, la condanna per quel reato comportava obbligatoriamente la pena capitale.
L’impiccagione, i ricorsi e la grazia concessa nel 2026
Nonostante una vasta mobilitazione pubblica, il ministro dell’Interno Gwilym Lloyd George rifiutò di concedere la sospensione dell’esecuzione.
Il 13 luglio 1955, Ruth Ellis venne impiccata dal boia Albert Pierrepoint nel carcere di Holloway.
La sua morte contribuì ad alimentare il movimento britannico contrario alla pena capitale, che sarebbe stata abolita per l’omicidio in Gran Bretagna attraverso la legislazione introdotta nel 1965.
La vicenda giudiziaria, tuttavia, non terminò con l’esecuzione.
Nel 2002, la Criminal Cases Review Commission rinviò il caso alla Corte d’Appello, sostenendo che durante il processo fosse stata erroneamente esclusa la possibilità di valutare la provocazione.
Nel dicembre 2003, però, la Corte d’Appello confermò la condanna, ritenendola conforme alla legislazione applicabile nel 1955.
La svolta definitiva arrivò l’8 luglio 2026.
Su raccomandazione del ministro della Giustizia David Lammy, re Carlo III concesse a Ruth Ellis una grazia postuma condizionata, sostituendo simbolicamente la condanna a morte con l’ergastolo.
Il provvedimento riconobbe che le violenze domestiche, il trauma psicologico e i comportamenti coercitivi subiti dalla donna avrebbero potuto essere valutati diversamente secondo il diritto contemporaneo.
La grazia non ha cancellato la condanna per omicidio e non ha dichiarato Ruth Ellis innocente, ma ha riconosciuto ufficialmente l’ingiustizia della pena capitale applicata in quelle circostanze.