Caso Scagni, i vicini sulla pericolosità di Alberto 

Caso Scagni, i vicini sulla pericolosità di Alberto 

Già due settimane prima dell’omicidio, i vicini di casa di Alberto Scagni avevano denunciato la sua pericolosità alle forze dell’ordine.

Una segnalazione della pericolosità di Alberto Scagni sarebbe arrivata alla polizia municipale e alla Salute Mentale ben due settimane prima che avvenisse l’omicidio della 34enne Alice Scagni. I vicini di casa dell’uomo avrebbero telefonato le autorità competenti per segnalare la pericolosità del fratello della vittima. I dettagli delle telefonate sono contenuti in un dossier sul caso della morte di Alice.

La vicenda

Mamma di un bambino di quasi due anni, Alice Scagni, 34 anni, è stata ritrovata in strada senza vita. Secondo le ricostruzioni dell’avvenimento, Alice sarebbe scesa in strada per discutere con il fratello. L’omicidio è avvenuto in via Fabrizi a Quinto, nel levante di Genova. Successivamente al ritrovamento, l’uomo è stato poco dopo fermato nel quartiere di Quarto, vicino alla spiaggia, ed è stato portato in questura ed interrogato dal pubblico ministero.

Ma già due settimane prima dell’omicidio, i vicini di casa dell’imputato avevano denunciato la sua pericolosità alle forze dell’ordine. A lanciare l’allarme gli inquilini del condominio di Genova nel quale viveva il 42enne.

I problemi psichiatrici di Alberto

L’uomo residente a Sampierdarena, disoccupato di 42 anni, aveva un rapporto difficile con la sorella. La lite che ha provocato l’omicidio, non sarebbe l’unica avvenuta tra i due consanguinei. Stando alle pubblicazioni sui social, in alcune conversazioni pubblicate sulla pagina Facebook dell’uomo evince il turbamento da parte di quest’ultimo. Dalle indagini è anche emerso che l’uomo combatte con alcuni problemi psichiatrici.

I dettagli compaiono nel nuovo dossier realizzato dal legale Fabio Anselmo. Durante i prossimi il documento perverrà alla Procura della Repubblica di Genova. L’obbiettivo di Antonella Zarri e Graziano Scagni è quello di ottenere il procedimento per morte come conseguenza di altro reato e individuare le responsabilità di chi poteva evitare il delitto con la disposizione del TSO.

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