Per uscire da una crisi di risultati apparentemente senza fine, la dirigenza del Milan si gioca un’ultima estrema carta.

Dopo la cocente delusione del ko di Verona, la notizia di oggi in casa Milan è la scelta della dirigenza di annullare la cena di Natale della squadra e portare i giocatori in ritiro da domani. Una scelta drastica, in un certo senso violenta. Un tentativo estremo per smuovere la squadra dal torpore in cui sembra essere caduta. Ma serviranno le maniere dure a ricompattare un gruppo apparso debole più di testa che nei rapporti tra compagni?

Pugno duro Milan: i pro

Dopo un ko pesante come quello del Bentegodi, far distrarre la squadra con una cena festosa poteva forse essere controproducente. Va bene la sacralità del Natale, ma in casa Milan ad oggi c’è poco da festeggiare. Inoltre il ritiro più che una punizione diviene spesso un momento per isolare i giocatori dalle voci dei media e dai malumori della piazza. La squadra necessita di serenità: in questo modo trovarla sarà più semplice.

Pugno duro Milan: i contro

C’è però da guardare l’altro lato della medaglia. Annullare una cena di festa con le famiglie potrebbe influire negativamente sull’umore del gruppo. Difatti, il segnale è chiaro: la società sta inchiodando in questo modo i giocatori alle proprie responsabilità. Ma può la colpa della crisi essere solo dei giocatori? Inoltre, l’arma del ritiro comporta un rischio preciso: se con l’Atalanta le cose dovessero andar male, facile che alcuni equilibri nello spogliatoio potrebbero venir meno. Insomma, la decisione della dirigenza è insidiosa. L’unica cura per uscire dalla crisi saranno i risultati. Formule magiche per questo Milan non esistono.

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ultimo aggiornamento: 18-12-2017


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