Il Censis lancia l’allarme: dal bullismo alla povertà passando per la crisi demografica

L’Italia nel 50° Rapporto Censis: la crisi dei millenial, il crollo delle nascite e la diffusione del bullismo in primo piano

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È una fotografia decisamente allarmante quella fornita dal 50° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese nel 2016. Quella che emerge dallo studio è un’Italia che fa fatica a programmare il proprio futuro, che non investe ma tende a conservare e, quando possibile, implementare i propri risparmi. È finita dunque l’epoca dei Risk Lovers, è tornato il tempo dei soldi sotto al materasso, lontani dagli sbalzi d’umore del mercato.

Figli più poveri dei genitori: la crisi dei millenial

Per la prim volta, secondo quanto emerge dal Rapporto, i figli saranno più poveri dei genitori. La ricchezza dei millenial, ossia della generazione nata nel nuovo millennio, è inferiore del 26,5% rispetto ai loro coetanei di venticinque anni fa e hanno “un reddito inferiore del 15,1% rispetto alla media dei cittadini”, mentre per la popolazione complessiva il reddito si è ridotto solo dell’8,3%. A causa dei lavori occasionali, che portano a una produttività stimata di circa 9.100 euro pro capite, le nuove generazioni non investono neanche nella sfera privata, vedendo impossibile la formalizzazione dei rapporti sentimentali senza prima aver trovato un lavoro e/o disporre di una solida base economica da cui partire. Naturale conseguenza è la diminuzione del tasso di natalità e, dunque, il progressivo “invecchiamento” del Paese: nel 2015 le nascite sono state 485.780, il minimo storico dall’Unità d’Italia a oggi.

Allarme bullismo

Nel Rapporto Censis spazio anche ai fenomeni in via di diffusione come il bullismo e il cyberbullismo. Il 52,7%dei ragazzi compresi tra gli 11 e i 17 anni ha subito comportamenti offensivi, non riguardosi o violenti da parte dei coetanei e ben il 19,8% è oggetto di queste violenze almeno una volta al mese.