Paranoia e crisi mistiche, il certificato medico di Viviana Parisi

Paranoia e crisi mistiche, il certificato medico di Viviana Parisi

Secondo un certificato medico del 17 marzo, Viviana Parisi soffriva di paranoia e aveva avuto un crollo mentale legato a una crisi mistica.

Continua ad essere circondato da una nube di mistero il caso della morte di Viviana Parisi e della scomparsa del figlio Gioele. Tanti elementi della vicenda sembrano ancora non avere senso o comunque sicuramente non hanno una spiegazione, almeno per il momento. Quello che emerge chiaramente con il trascorrere dei giorni è il quadro delle condizioni di Viviana, alle prese con una forma paranoia e di depressione. Ora le testimonianze dei cari della donna troverebbero conferma in un certificato medico dello scorso 17 marzo.

Il certificato medico di Viviana Parisi

Come riferito da il Corriere della Sera, un certificato medico datato 17 marzo rilasciato dall’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto riferisce che Viviana soffriva di paranoia.Aggiungeva inoltre che aveva avuto un crollo mentale legato a una crisi mistica. Il certificato in questione conferma quanto dichiarato sin dalle prime ore della scomparsa dai familiari della donna.

La notizia del certificato medico è stata diramata da Claudio Mondello. Si tratta di uno dei legali della famiglia oltre che cugino del marito di Viviana Parisi. Il certificato medico in questione era nel cruscotto della Opel sulla quale viaggiavano la donna e il piccolo Gioele.

Carabinieri macchina

La Piramide della luce

Questa notizia sembrerebbe confermare una delle ipotesi circolate negli ultimi giorni, quella secondo cui Viviana Parisi sarebbe stata intenzionata a raggiungere la Piramide della luce. Si tratta di un luogo, situato dei pressi di Motta d’Affermo, che nell’immaginario sarebbe legato a riti mistici di rinascita.

Le ricerche del piccolo Gioele

Mentre prosegue l’attività investigativa, la priorità resta ovviamente quella di ritrovare il piccolo Gioele. Le ricerche vanno avanti ormai da quasi due settimane e i ricercatori sono impegnati quasi ventiquattro ore su ventiquattro.

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