Cesare Battisti trasferito a Ferrara. Lo spostamento è stato deciso dopo lo sciopero della fame da parte del terrorista.

FERRARA – Cesare Battisti trasferito a Ferrara da Rossano. Lo spostamento è stato comunicato dal Sappe, con il sindacato che ha precisato: “Speriamo che adesso sconti la pena prevista“.

Secondo fonti dell’amministrazione penitenziaria, citate dal Corriere della Sera, il trasferimento è dovuto ad alcune condizioni di potenziali rischio per la sua sicurezza. Nell’ultimo periodo, infatti, è stato registrato un clima di tensione e non erano esclusi episodi che potevano portare ad aggressioni nei confronti di Battisti. Da qui la decisione di trasferirlo a Ferrara almeno per il momento. Non si esclude un ulteriore trasferimento in futuro.

Interrotto lo sciopero della fame

Il trasferimento ha portato l’ex terrorista a interrompere lo sciopero della fame. Una protesta iniziata da parte di Battisti per le scarse cure mediche, le condizioni di assoluto isolamento e la possibilità di non poter fare nessuna attività. Una situazione che ha portato l’uomo a perdere 10 chili, con il suo avvocato che nei mesi scorsi aveva parlato di un quadro clinico peggiorato.

Lo spostamento a Ferrara è stato appreso con soddisfazione da parte di Battisti. Lo sciopero della fame sembra essere destinato a finire e nelle prossime settimane i propri legali potrebbero chiedere lo stop al regime duro.

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Cesare Battisti
Cesare Battisti

Il sindacato di polizia: “Speriamo che adesso sconti la pena prevista”

Cesare Battisti – il commento di Giovanni Battista Durante, segretario del sindacato di polizia – probabilmente anche grazie al sostegno politico ricevuto, è stato trasferito dal carcere di Rossano, istituto non gradito, a quello di Ferrara. Ricordiamo che tra gli omicidi commessi vi è anche quello del maresciallo Santoro, allora comandante del carcere di Udine. Speriamo che adesso sconti la pena prevista, cioè l’ergastolo, considerato che per tanti anni si è sottratto alla giustizia e che per i familiari delle vittime ci sia il giusto risarcimento“.


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