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Cesare Serviatti, la storia del serial killer degli annunci matrimoniali
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Cesare Serviatti: il “Landru del Tevere” che adescava donne sole con promesse

Polizia locale

La vicenda di Cesare Serviatti, il criminale noto come “Landru del Tevere”: le donne adescate con annunci matrimoniali, i delitti tra La Spezia e Roma, il processo e la fucilazione nel 1933.

Il nome di Cesare Serviatti appartiene alla cronaca nera italiana del Ventennio. Venne soprannominato “Landru del Tevere”, in riferimento al criminale francese Henri Landru, perché attirava donne sole con la promessa di un matrimonio o di una nuova vita, per poi derubarle e ucciderle.

Serviatti, nato secondo le ricostruzioni più diffuse a Subiaco nel 1880, aveva svolto mestieri diversi, tra cui il macellaio e l’infermiere. Quelle competenze vennero poi richiamate nelle cronache per spiegare la freddezza con cui riuscì a sezionare i corpi delle vittime. Il dato giudiziario certo riguarda tre donne uccise: Pasqua Bartolini Tiraboschi, Bice Margarucci e Paolina Gorietti.

camionetta della polizia
camionetta della polizia – newsmondo.it

Cesare Serviatti: gli annunci matrimoniali e le donne scomparse

Il metodo era semplice e spietato. Serviatti pubblicava o usava annunci matrimoniali per avvicinare donne con qualche risparmio, spesso sole e in cerca di stabilità. Si presentava come un uomo affidabile, capace di offrire una prospettiva familiare o economica. In realtà, secondo le ricostruzioni processuali e giornalistiche, il movente principale era il denaro.

La prima vittima accertata fu Pasqua Bartolini Tiraboschi, uccisa nel 1928 a La Spezia. Il corpo venne fatto sparire e solo dopo la confessione di Serviatti furono ritrovati resti nel pozzo nero dell’abitazione di via Genova. Nel 1930 toccò a Bice Margarucci, il cui cadavere venne gettato nel Tevere e poi ritrovato sulla costa laziale.

Le valigie di Paolina Gorietti e la condanna a morte

Il caso esplose davvero nel novembre 1932, quando alla stazione di Napoli Centrale furono trovate due valigie con parti del corpo di una donna. Il giorno dopo, un’altra valigia venne scoperta a Roma Termini. La vittima fu identificata come Paolina Gorietti, cameriera che aveva creduto alla promessa di un uomo conosciuto attraverso un annuncio.

Le indagini portarono a Serviatti. Arrestato, confessò gli omicidi di Paolina Gorietti, Pasqua Bartolini Tiraboschi e Bice Margarucci. Parlò anche di altre possibili vittime, ma senza fornire nomi o elementi verificabili: per questo, il numero dei delitti oltre i tre accertati resta non dimostrato.

Il processo si aprì a La Spezia nel giugno 1933. Serviatti venne condannato all’ergastolo per due omicidi e alla pena di morte per quello di Paolina Gorietti. La sentenza fu eseguita il 13 ottobre 1933 a Sarzana, mediante fucilazione. La sua storia resta una delle più cupe della cronaca italiana: non solo per la brutalità dei delitti, ma per il modo in cui trasformò la solitudine e la fiducia delle vittime in una trappola mortale.

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ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2026 13:28

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