Il report della Cgia di Mestre sul lavoro nero: “A livello nazionale sono almeno 3,3 milioni di persone irregolari”.

MESTRE (VENEZIA) – Il nuovo report della Cgia di Mestre sul lavoro nero è stato pubblicato. Nel documento, riportato dall’Ansa, “questa attività in Italia produce 77,8 miliardi di euro di valore aggiunto e a livello nazionale si stima che poco meno di 3,3 milioni di persone esercitano una attività lavorativa irregolare, con il tasso che è al 12,8%, mentre il perso del valore aggiunto generato dall’economia sommersa è del 4,9%“.

Una vera e propria piaga sociale per la Cgia di Mestre. L’ufficio studi, inoltre, ha evidenziato una differenziazione tra le singole regioni.

In Calabria la situazione più critica

Come precisato dal report della Cgia di Mestre, la situazione più critica è in Calabria. Nella regione il tasso di irregolarità è del 22% (135mila lavoratori irregolari), con l’incidenza dell’economia prodotta dal sommerso che ammonta al 9,8%.

Un quadro completamente diverso, invece, lo si ha in Lombardia. In questo caso il tasso di irregolarità, nonostante oltre 504mila lavoratori in nero, del 10,4%, con l’incidenza si attesta al 3,6% (il valore più basso presene nel nostro Paese n.d.r.). Questo sembra confermare un gap importante tra Nord e Sud e per questo motivo serve un intervento da parte del Governo per cercare di ridurre le distanze.

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Il ruolo del Recovery Plan

Un quadro complicato che potrebbe essere cambiato solamente con il Recovery Plan. Il piano progettato dal premier Draghi dovrebbe vedere una accelerazione dell’occupazione in Italia e, soprattutto, una riduzione delle differenze che ci sono al momento tra Nord e Sud.

Un cambio di passo che deve avvenire in tempi brevi. L’ultimo report della Cgia di Mestre, infatti, ha messo in evidenza tutte le lacune che ci sono nel nostro Paese e serve intervenire per ridurre i lavoratori in nero. E si spera di avere già nel 2022 un quadro completamente diverso.


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