La storia di Charles Cullen, l’infermiere killer che uccise almeno 29 pazienti negli ospedali americani. I farmaci letali, le indagini del 2003, il ruolo di Amy Loughren e gli ergastoli.
Per sedici anni, un infermiere americano attraversò gli ospedali del New Jersey e della Pennsylvania, lavorando nei reparti dove i pazienti avrebbero dovuto ricevere cure e protezione. Si chiamava Charles Edmund Cullen e dietro la sua apparente professionalità nascondeva una terribile realtà : somministrava deliberatamente dosi letali di farmaci alle persone ricoverate.
Arrestato nel dicembre 2003, Cullen si dichiarò colpevole di 29 omicidi, ma ammise di aver provocato la morte di un numero maggiore di pazienti.
Alcuni investigatori ed esperti hanno ipotizzato che le vittime effettive potessero essere centinaia, forse fino a 400. Una stima mai dimostrata giudiziariamente, che rende ancora oggi impossibile stabilire le reali dimensioni della sua attività criminale.

Charles Cullen: i pazienti avvelenati e i sospetti ignorati dagli ospedali
Nato il 22 febbraio 1960 nel New Jersey, Charles Cullen iniziò a lavorare come infermiere alla fine degli anni Ottanta. Nel corso della carriera passò attraverso numerosi ospedali e strutture sanitarie della Pennsylvania e del New Jersey.
Il suo metodo consisteva nell’utilizzare farmaci come digossina e insulina, somministrati in quantità pericolose o letali a pazienti che spesso non avevano alcuna indicazione medica per riceverli.
Le morti apparivano frequentemente come arresti cardiaci o improvvisi peggioramenti clinici.
Cullen sosteneva di aver agito per alleviare le sofferenze dei malati. Le indagini dimostrarono però che alcune vittime erano in condizioni stabili o stavano migliorando, rendendo insostenibile la spiegazione di un presunto gesto di misericordia.
In diversi ospedali erano emersi sospetti su anomalie nella gestione dei medicinali e decessi inspiegabili. Tuttavia, le segnalazioni non portarono a un’indagine capace di fermarlo.
Spesso Cullen riuscì semplicemente a cambiare struttura, ottenendo nuovi impieghi senza che i precedenti sospetti venissero comunicati ai futuri datori di lavoro.
Nel 2002 venne assunto al Somerset Medical Center di Somerville, dove avrebbe commesso gli ultimi omicidi.
Il 28 giugno 2003 morì improvvisamente Florian Gall, un sacerdote di 68 anni ricoverato per una polmonite e apparentemente in miglioramento.
Le analisi rilevarono concentrazioni anomale di digossina nel sangue.
Il decesso, insieme ad altri episodi sospetti, spinse alcuni medici ed esperti di tossicologia a chiedere accertamenti approfonditi.
La collega che aiutò la polizia e la condanna a dodici ergastoli
Gli investigatori Tim Braun e Danny Baldwin cominciarono a esaminare i registri informatici dell’ospedale, scoprendo che Cullen aveva richiesto l’accesso a medicinali non prescritti ai suoi pazienti.
Un ruolo decisivo venne svolto da Amy Loughren, un’infermiera che lavorava insieme a lui e lo considerava un amico fidato.
Quando gli investigatori le mostrarono le prove, Amy accettò di collaborare.
Esaminò i registri clinici e incontrò Cullen indossando un dispositivo di registrazione nascosto, cercando di convincerlo a parlare degli episodi sospetti.
Il 12 dicembre 2003, Cullen venne arrestato. Durante gli interrogatori ammise di aver ucciso numerosi pazienti nel corso degli anni.
Nel 2004, attraverso un accordo con le autorità , iniziò a dichiararsi colpevole di diversi omicidi, collaborando all’identificazione delle vittime in cambio della rinuncia della procura a chiedere la pena capitale.
Il 2 marzo 2006, un tribunale del New Jersey gli inflisse undici ergastoli consecutivi. Una settimana dopo, in Pennsylvania, arrivò una dodicesima condanna all’ergastolo.
Complessivamente, Cullen si dichiarò colpevole di 29 omicidi, oltre che di tentati omicidi.
La vicenda portò a una revisione delle procedure di controllo negli ospedali, soprattutto in relazione alla somministrazione dei farmaci e alla segnalazione di comportamenti pericolosi da parte del personale sanitario.
Nel 2022, il caso è stato raccontato nel film Netflix The Good Nurse, interpretato da Eddie Redmayne e Jessica Chastain.
Cullen sta scontando la pena nel New Jersey. Ancora nel 2025, un’inchiesta di News 12 evidenziava il problema delle possibili vittime mai identificate.
Il numero accertato rimane di 29 omicidi. Le ipotesi su centinaia di altre morti non sono state dimostrate.