Gisele Halimi - "Diventare prioritaria!"
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Direttore: Franco Ferraro

Pioniere: Gisele Halimi – “Diventare prioritaria!”

Gisele Halimi con dolcevita giallo e gilet sabbia

Gisèle Halimi, avvocata, scrittrice, politica e attivista, è stata una figura fondamentale per l’acquisizione dei diritti femminili, grazie ai complessi processi che ebbe ad affrontare nella sua lunga carriera. 

Nata nella compagna tunisina da una famiglia ebrea, sperimenta subito la discriminazione uomo donna, avvertendo – come racconterà nel suo libro “Una feroce libertà”- la violenza insita nella disparità di trattamento tra lei e i suoi fratelli, nell’autorità del padre sulla madre e nel ruolo subalterno delle donne, relegate alla sola attività di cura. Così, fin da piccola, pone in essere atti di ribellione ai quali il padre reagisce Ma che vuoi? Decidere da sola della tua stessa vita? Fare come nessun altro ha mai fatto?”

Quella bambina si risponde “sì” e si impegna sui libri con accanimento, cercando e ottenendo borse di studio, e utilizzando poi la dote nuziale per frequentare l’università: diciottenne neodiplomata, parte per Parigi dove si laurea brillantemente in giurisprudenza alla Sorbona.

La difesa ai prigionieri politici

L’inizio della sua carriera di avvocata coincide con l’insorgere del conflitto tra la Francia e l’Algeria: Gisèle assume la difesa di numerosi prigionieri politici salvandoli da morte certa. Nell’Algeria che si batteva per l’indipendenza era stato infatti istituito un sistema di tribunali militari dediti alla tortura. Gisèle si impegna con tutta sé stessa per il rispetto dei diritti umani, mettendo persino a rischio la sua vita e quella dei suoi figli durante i viaggi tra Algeri e Parigi, dove si reca sistematicamente dal Presidente De Gaulle per ottenere la grazia per i prigionieri.

Il caso più famoso, in cui alla difesa di diritti umani si unisce per la prima volta la difesa dei diritti delle donne, è del 1960: Gisèle difende Djamila Boupacha, una giovane combattente che, dopo un attacco terroristico, era stata arrestata, torturata e stuprata per ottenere informazioni sulla resistenza. Gisèle riesce a farla scarcerare e, con il sostegno di altri intellettuali, tra i quali l’amica Simone de Beauvoir, sfrutta il caso per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Come per tante avvocate, prima e dopo di lei, le discriminazioni si sprecano: se vince è perché è bella, se perde è perché donna. Non sia abbatte. Quando il Presidente De Gaulle la riceve per la prima volta nel suo studio salutandola con “Buongiorno Signora” rispose “Può chiamarmi avvocata”.

Le battaglie contro gli stupri e pro aborto

Conclusa, con la firma degli accordi Evian tra Francia e Algeria, questa fase della sua carriera, Gisèle trasferisce le sue energie nella battaglia per la legalizzazione dell’aborto, allora vietato in Francia, firmando il “Manifesto delle 343, pubblicato sul “Nouvel Observateurin cui celebri donne francesi dichiaravano di aver abortito.

Proprio grazie a una causa seguita da Gisèle, che difese prima Marie Claire Chevalier, una minorenne accusata dal suo stupratore per esser ricorsa all’interruzione di gravidanza, e poi la di lei madre e le altre donne che l’avevano aiutata ad abortire, l’interruzione volontaria di gravidanza viene riconosciuta legale nel 1975.

La successiva battaglia di Gisèle attiene al reato di stupro: siamo nel 1978, ad Aix en Provance, dove si tiene un processo pesante: due turiste lesbiche belghe erano state violentate da quattro ragazzi in un campeggio sulla costa della Provenza. Le ragazze vengono accusate di aver denunciato i ragazzi solo perché lesbiche e, quindi, ostili al sesso maschile e ogni giorno, entrando in tribunale, Gisèle e le vittime ricevono sputi e percosse, rischiando persino il linciaggio. Questa sofferta vittoria portò alla legge che modificò il reato di stupro inasprendo le pene.

I primi riconoscimenti

A quel punto Gisèle si dedica anche alla politica, che presto la delude; riesce tuttavia, una volta eletta all’Assemblea Nazionale, ad ottenere la depenalizzazione delle relazioni omosessuali.

Dal 1985 diviene ambasciatrice all’UNESCO per la Francia e, dal 1995, membro dell’Osservatorio per la parità di genere.

In occasione della commemorazione funebre presso il Palazzo di Giustizia di Parigi, il Presidente Macron ipotizzò di inserire l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza nella Costituzione: la proposta è diventata legge il 4 marzo 2024.

Emmanuel Macron
Emmanuel Macron – newsmondo.it

Alle donne, e in particolare alle giovani donne del Gisèle, nel suo ultimo libro, raccomandò di essere economicamente indipendenti, di non sentirsi obbligate a essere madri, di essere ambiziose, di avere grandi sogni e di non aver paura di imporsi: “Diventate prioritarie!”.

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ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2026 17:48

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