Alfonso (Lello) Ciampolillo è un politico italiano diventato famoso in occasione del voto sul governo Conte al Senato: chi è l’uomo della moviola.

Sono bastati pochi minuti per rendere Lello Ciampolillo uno dei politici più famosi in tutto il panorama nazionale. Arrivati alla fine del rituale della conta dei voti al Senato, quando già il Centrodestra stava per cantare vittoria pregustando le dimissioni del Presidente del Consiglio, ecco che dal nulla spuntano due voti proprio sul gong, proprio mentre la Presidente Casellati stava dichiarando chiusa la votazione. Voti pesanti per il governo.

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Il caso di Lello Ciampolillo al Senato e il ricorso al Var da parte della Presidente Casellati

Al Senato Conte si gioca la sua permanenza a Palazzo Chigi. Sotto i 155 voti la strada è quella del Colle per andare a rassegnare le dimissioni. Sopra i 155 voti si può prendere tempo per rafforzare la maggioranza di governo e provare a ripartire. O almeno questa è la voce che circola.

Lello Ciampolillo si astiene alla prima chiama. Tradotto, non vota. Prende tempo, inizia a fare i calcoli per vedere se il suo intervento possa effettivamente spostare l’ago della bilancia. Capisce che ogni singolo voto è decisivo e proprio mentre la Casellati stava dichiarando chiusa la votazione entra nell’Aula per votare. Con lui c’è il socialista Nencini.

Dopo i dubbi iniziali e dopo essersi confrontata con i colleghi, la Presidente del Senato Elisabetta Casellati decide di fare ricorso al Var e chiede ai commissari di visionare i video per capire a che ora i due siano entrati in Aula e a che ora lei abbia dichiarato conclusa la votazione. Per una questione di secondi, i due voti sono da considerarsi validi.

Risultato finale 156 voti a favore. Conte passa con la maggioranza relativa anche grazie alla decisione dei renziani di astenersi.

Di seguito il video di Local Team con le dichiarazioni di Ciampolillo alla stampa

Chi è Lello Ciampolillo

Dopo l’avventura del 19 gennaio, per molti Ciampolillo è l’uomo del VAR o ‘il ritardatario‘. Ma chi è davvero? Nato a Bari il 2 febbraio 1972, Alfonso Ciampolillo, detto Lello, diventa noto nel mondo della politica nel 2009, quando si candida a sindaco di Bari con il Movimento 5 Stelle. La sua esperienza elettorale non si concluderà propriamente con un successo. Avrebbe portato a casa appena 767 voti, fermandosi sotto la soglia dello 0,5%.

Continua la gavetta e l’attività politica e Lello Ciampolillo, di professione impiegato, nel 2013 viene eletto senatore della XVII legislatura e ottiene la rielezione nel 2018. Sono gli anni d’oro del Movimento 5 Stelle.

Ciampolillo nel 2020 resta invischiato nella storia dei rimborsi – che ha interessato diversi esponenti del Movimento 5 Stelle – e viene espulso dalla forza politica.

Il caso degli ulivi e l’impegno vegano

Il senatore era venuto alla ribalta, con toni decisamente meno sensazionalistici, nel corso della battaglia politica sull’abbattimento degli ulivi malati di Xylella nella sua Puglia. Animalista e vegano, Ciampolillo ha espresso pareri favorevoli alla legalizzazione della cannabis.

Il curriculum

La scheda personale sul sito del Senato rappresenta una sorta di curriculum dell’attività di Ciampolillo negli ultimi anni.

Regione di elezione: Puglia
Nato il 2 febbraio 1972 a Bari
Residente a Bari
Professione: Impiegato
Elezione: 24 febbraio 2013
Proclamazione: 5 marzo 2013
Convalida: 22 ottobre 2013

Mandati
XVII Legislatura Senato
XVIII Legislatura Senato

Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura

Gruppo Movimento 5 Stelle :
Membro dal 19 marzo 2013 al 22 marzo 2018

6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro):
Membro dal 18 febbraio 2015 al 15 dicembre 2015

8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni):
Membro dal 7 maggio 2013 al 18 febbraio 2015
Membro dal 15 dicembre 2015 al 22 marzo 2018

Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi:
Membro dal 5 giugno 2013 al 22 marzo 2018


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