Chi sono i morti per coronavirus in Italia? Il report dell'Iss

Chi sono i morti per coronavirus in Italia. Il rapporto dell’ISS

Chi sono i morti per coronavirus in Italia. Il report dell’Istituto superiore di Sanità.

ROMA – Chi sono i morti per coronavirus in Italia? E’ stato pubblicato il report dell’Istituto Superiore di Sanità su oltre 32mila delle 34mila vittime per l’emergenza Covid.

I dati regione per regione

Il report dell’Istituto Superiore della Sanità sui decessi per coronavirus conferma i numeri più alti di questa emergenza in Lombardia. La regione ha registrato il 49,6% del totale dei decessi con Emilia Romagna (12,7%) e Piemonte (8,6%) subito dietro.

Veneto (6,0%), Liguria (4,7%), Toscana (3,3%), Marche (2,9%) e Lazio (2,3%) sono le altre regioni con un tasso mortale sopra l’1%. Puglia (1,6%), Trento (1,4%), Abruzzo (1,4%), Campania (1,1%) e Friuli-Venezia Giulia (1%) subito dietro. Il dato più basso è registrato in Sicilia (0,9%), la Provincia Autonoma di Bolzano (0,9%), Valle d’Aosta (0,4%), Sardegna (0,4%), Calabria (0,3%), Umbria (0,2%), Basilicata (0,1%) e Molise (0,1%).

L’età dei morti

L’età media dei pazienti, secondo quanto riferito dal Corriere della Sera che cita il report, deceduti è di 80 anni. Il virus ha colpito meno il sesso femminile rispetto a quello maschile. Le donne morte per l’emergenza coronavirus sono il 41,6% del totale.

L’età media delle persone morte è di 20 anni in più rispetto a quella degli italiani che hanno contratto il Covid. Le vittime al di sotto dei 50 anni sono l’1,1% del totale (339). 83 di loro avevano meno di 40 anni (53 uomini e 30 donne di età compresa tra i 0 e i 39 anni). 62 di loro avevano gravi patologie preesistenti, 14 non sembrano averne.

Terapia intensiva coronavirus

I sintomi

I sintomi più comuni sono stati febbre e diaspnea (difficoltà a respirare). Il 39% dei pazienti ha accusato anche la tosse mentre in percentuali molto minime (6% e 1%) gli italiani hanno avuto anche diarrea e emottisi.

Le patologie croniche preesistenti nel paziente erano la cardiopatia ischemica (27,8%) e la fibrillazione atriale (22%). Riscontrato anche lo scompenso cardiaco (15,7%). Il numero medio di patologie nei pazienti deceduti è del 3,3.

I pazienti sono stati curati per l’86% dei casi con una terapia antibiotica. Meno utilizzate quella antivirale (60%) e quella steroidea (38%). In 793 ricoverati i medici hanno deciso di effettuare tutte e tre.

I tempi dal ricovero alla morte

Dall’insorgenza dei sintomi alla morte solitamente trascorrono 11 giorni. 5, invece, quelli che che sono intercorsi dai primi sintomi al ricovero in ospedale.

Il tempo trascorso dall’entrata nel nosocomio al decesso è di quattro giorni più lungo nei pazienti che sono stati trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che sono rimasti in corsia (9 giorni contro 5).

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ultimo aggiornamento: 17-06-2020

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