Chiamateli terroristi
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Direttore: Alessandro Plateroti

Chiamateli terroristi

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Chiamateli come devono essere chiamati e cioè terroristi.

La polemica è scoppiata perché una delle più grandi e autorevoli televisioni del mondo, la BBC, parlando dei miliziani di Hamas non li ha definiti tali. È un tema che è tornato spesso anche nei grandi attentati che ci sono stati negli ultimi vent’anni da parte dei cosiddetti estremisti islamici, invece la dizione esatta è che quelli di Hamas non solo sono terroristi, ma terroristi di matrice islamica.

Ho messo il termine matrice perché in un convegno una volta alcuni intellettuali arabi mi hanno fatto notare che dire semplicemente “terrorismo islamico” sarebbe offensivo per una grande religione che riguarda tantissime persone nel mondo che non uccidono gli infedeli.

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Quando si dice però “matrice” vuol dire che è una possibile interpretazione del testo del Corano che copre una strategia del terrore con finalità politiche. Nel caso dei miliziani che sono entrati nel territorio di Israele, che hanno ucciso, massacrato, decapitato, stuprato, donne, uomini, vecchi e bambini innocenti, non lo hanno fatto per dare un colpo allo stato di Israele, non per la vecchia questione dei due stati per i due popoli, ma per un’altra ragione. Un attentato di massa che ha uno slogan preciso: annientare lo stato ebraico, cancellare quella che definiscono una costruzione artificiale della diplomazia post seconda guerra mondiale in cui veniva data una terra al popolo vittima dell’Olocausto.


Dietro questa carneficina c’è l’Iran, paese dove comandano gli ayatollah, figure che incarnano la sovrapposizione dell’ Islam e del potere esecutivo. Per noi occidentali la divisione fra governo e religione è un dover essere delle nostre governance democratiche. Il linguaggio del terrore ricorda quello che è accaduto al Bataclan a Parigi nel 2015 ad opera dell’Isis. Come nel rave del deserto, erano giovani che si divertivano insieme al ritmo della musica.

Abbiamo scoperto durante il processo per i tragici fatti di quella notte francese che molte vittime furono torturate, donne seviziate con i mitra, uomini con le parti intime tagliate. L’orrore, per i terroristi, deve essere uno shock, un monito rivolto all’Occidente, una ferita al suo stesso modo di essere e di pensare la vita. Sempre per essere precisi con le parole, vale al contrario sottolineare che non tutti i palestinesi che vivono nella striscia di Gaza sono terroristi di Hamas. Per questo l’inevitabile, durissima reazione di Israele deve essere razionale e non una macelleria indistinta. Altrimenti avremmo soltanto rovesciato dialetticamente lo stesso orrore.

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ultimo aggiornamento: 12 Ottobre 2023 18:10

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