Cina: è la settimana nera della borsa

In una settimana perso quasi il 12%: le borse cinesi tremano. Oggi nuovo tonfo a Shanghai: -4,27%

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Il dragone rosso no sputa più fuoco. Il mercato azionario cinese è arrivato alla fine di una settimana nera: il calo di oltre il 4% registrato porta le perdite settimanali sugli indici principali a quasi il 12% mentre crescono i dubbi sulla capacità di Pechino di prevenire un’ondata di vendite dettate dal panico. Parlano i numeri: oggi l’indice CSI300 delle maggiori aziende quotate alel borse di Shangai e Shenzen è calato del 4,6% a quota 3.589,54 portanto la perdita settimanale all’11,9%, il peggior risultato dalla metà di giugno. Per l’indice composito di Shangai la perdita di venerdì è stata pari al 4,2% a quota 3.507,74 che porta il calo settimanale all’11,5%, il peggiore dalla settimana conclusasi lo scorso 3 luglio.

Malissimo anche Hong Kong, con l’indice Hang Seng che nell’ultima seduta ha lasciato sul terreno l’1,5% che porta al 6,6% il calo settimanale con un ritorno degli indici ai livelli del maggio 2014 e una perdita che solo da aprile a oggi ha superato il 20%.

La colpa non è da imputare solo alle svalutazioni a sorpresa recentemente varate dalla Banca centrale cinese e ai segnali d’indebolimento dell’economia (l’indice manifatturiero Pmi rilevato da Markit/Caixin che anticipa l’andamento del settore ad agosto è sceso a 47,1 punti, il minimo dei 77 mesi). Ha agito anche un terzo fattore, cioè la sensazione che l’impegno delle autorità di controllo cinesi sui mercati per sorreggere il mercato, si sia indebolito. Ne è la prova la comunicazione della Commissione di controllo sulla borsa (CSRC) che lo scorso 14 agosto ha reso noto che concederà più spazio alle forze di mercato, pur lasciando agli investitori di stato il ruolo di agenti di stabilità.