La Cina ordina lo stop alle consegne di nuovi aerei Boeing e blocca gli acquisti di componenti aeronautici statunitensi.
Il braccio di ferro tra le due più grandi potenze economiche del mondo ha ormai superato i confini del commercio tradizionale, estendendosi ai settori strategici, le tensioni tra Cina e Stati Uniti hanno già lasciato il segno su chip, auto elettriche e tecnologia. Ora, il campo di battaglia si è spostato nel cielo, coinvolgendo il delicato comparto aerospaziale.

La guerra commerciale tocca i cieli
Finora Boeing, colosso statunitense del settore, ha giocato un ruolo chiave nella modernizzazione delle flotte cinesi. Il mercato cinese ha rappresentato quasi un quarto delle consegne annuali per l’azienda di Seattle, rendendolo uno dei più cruciali a livello globale. Tuttavia, i rapporti tesi tra Washington e Pechino, aggravati da nuove misure protezionistiche, stanno riscrivendo gli equilibri.
L’interruzione degli acquisti: un messaggio diretto a Washington
Negli ultimi giorni, gli Stati Uniti hanno imposto dazi fino al 145% su beni cinesi. La risposta di Pechino non si è fatta attendere. Oltre a un contro-dazio del 125%, il governo cinese ha adottato una misura drastica: ordinare alle compagnie aeree nazionali di sospendere tutte le nuove consegne di jet Boeing.
Ma non è tutto. Il blocco si estende anche all’acquisto di qualsiasi attrezzatura e componente aeronautico statunitense, colpendo non solo Boeing ma l’intero comparto aerospaziale USA. Una mossa che avrà ripercussioni anche sulla manutenzione degli aerei già operativi e che alza il livello dello scontro tra le due nazioni.
Il punto decisivo? La Cina guarda ora verso Airbus e, soprattutto, scommette sul Comac C919, il jet di produzione nazionale. Una scelta che potrebbe cambiare per sempre gli equilibri del trasporto aereo globale e ridurre la dipendenza da fornitori americani. Vedremo come reagiranno gli Usa e cosa accadrà nel prossimo futuro. I dazi formano una “guerra” dove i proiettili sono economici.