Cinese morta a Roma, si è costituito un terzo scippatore

La terza persona coinvolta nello scippo e quindi nella morte della giovane cinese Zhang Yao si è presentato alla polizia per costituirsi.

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Un giovane del campo nomadi di via Salviati, nella periferia di Roma, ha ammesso la sua colpevolezza presentandosi dalla polizia per autodenunciarsi. Il giovane nomade si è costituito, ammettendo di essere il terzo componente del gruppetto che ha assalito la studentessa cinese per rubarle la borsa.

La ragazza, come è noto alle cronache, si è gettata all’inseguimento dei suoi scippatori, perdendo l’equilibrio e cadendo sui binari, travolta dal treno in corsa.

Si pensava, fino a qualche giorno fa, che il terzo responsabile dello scippo fosse scappato all’estero. Il giovane, invece, spinto dai rimorsi, si è invece presentato spontaneamente negli uffici della Squadra Mobile.

Gli altri in arresto

Il primo a essere arrestato è stato un nomade di 20 anni, che viveva nel campo nomadi di via Salviati; anche il secondo era un nomade, minorenne (16 anni).

Il campo in questione si trova nei pressi del sito dove è avvenuto il tragico episodio, costato la vita alla giovane studentessa arrivata a Roma per completare il suo corso di studi.

L’incidente tragico

La giovane stava telefonando a un’amica, mentre si recava all’Ufficio Immigrazione di via Patini a Tor Sapienza. Dopo essere stata derubata da un gruppetto di tre nomadi, la studentessa li ha inseguiti fino alla stazione di Tor Sapienza. Il suo cadavere, travolto dal treno, è stato trovato durante la notte del 9 dicembre accanto alla massicciata del binario. L’incidente è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza della stazione.
La tragica morte della ragazza ha sconvolto il mondo. Suo padre, nel giorno del suo funerale, aveva dichiarato di avere fiducia nella polizia italiana riguardo alla cattura dei responsabili. I tre sono ora agli arresti.