Un cittadino dello Sri Lanka giunto in Nuova Zelanda nel 2011 ha accoltellato sei persone in un supermercato di Auckland. E’ stato ucciso dalla polizia. Il premier parla di terrorismo.

AUCKLAND – Grave fatto di cronaca nera in Nuova Zelanda. Un cittadino dello Sri Lanka che viveva nel Paese dell’Oceania dal 2014 ha accoltellato sei persone in un supermercato della capitale.

Attentato in Nuova Zelanda

La polizia, prontamente intervenuta sul posto, ha ucciso l’attentatore. Dal governo agli investigatori, si parla concordemente di terrorismo. “Quanto accaduto oggi è stato, spregevole, odioso, sbagliato” ha detto la premier Jacinda Ardern. Il primo ministro ha poi sottolineato che l’uomo era ben noto alle forze dell’ordine e veniva quindi monitorato 24 ore su 24. Ma ha spiegato che, per la legge nazionale, non poteva essere tenuto in prigione. Gli investigatori ritengono che l’assalto sia stato ispirato all’Isis.

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La strage di Christchurch del 2019

La Nuova Zelanda precipita così nuovamente nel terrore. Il 15 marzo 2019, Brenton Harrison Tarrant scatena l’infermo nella cittadina di Christchurch: armato di 2 armi semiautomatiche, 2 fucili a pompa, un fucile a leva e 2 autobombe, l’attentatore attacca prima la moschea di Al Noor e poi il centro islamico di Linwood. Il terribile esito è di 51 morti e 49 feriti. Il terrorista trasmise in diretta i primi 17 minuti dell’attacco su un video in diretta su Facebook. Tarrant venne arrestato 36 minuti dopo la chiamata d’emergenza. Il 27 agosto 2020 Brenton Tarrant è stato condannato all’ergastolo senza condizionale; si tratta della prima applicazione di tale pena, la massima dell’ordinamento neozelandese.


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